sabato 13 ottobre 2007

Amanda Sandrelli vs Quentin Tarantino











L'investitura di Marco Muller come direttore del Film Festival di Venezia, sembra sia stata una delle poche e ultime genialate di Vittorio Sgarbi, allora sottosegretario alla cultura nel Governo Berlusconi. L'idea del "Tarantino testimonial" negli ultimi Festival al Lido, è un'idea di Marco Muller. 3 uomini, 3 semplici (si fà per dire) passaggi, per rivalutare un festival entrato in crisi. Crisi di idee da eccesso di politicizzazione e nepotismo.
Tarantino si porta con sè esperienze e percorsi cinefili imprevedibili, mai scontati, unici, forse irripetibili, in sintonia con l'idea di cinema che ha il bravo Muller. Così, grazie ai 2, il cinema italiano di genere (bellissimo) è stato rivalutato (quest'anno è stata la volta del Western). E poi è stata aperta anche una importante finestra sul cinema asiatico per troppo tempo lasciato ai margini. Ma attenzione, che ci sia un prezzo da pagare come in tutte le buone azioni? Ne hanno soprattutto guadagnato il Festival in termini di prestigio ed il pubblico in termini di qualità e differenziazione dell'offerta. E Tarantino? L'eccessivo orientamento al marketing del Maestro di Knoxville, che negli ultimi 2 suoi films, ha deciso di fare un'operazione sul cinema e per il cinema, aprendosi all'Oriente con Kill Bill (il film è buono) e omaggiando il cinema Exploitation Low cost degli anni 70 (quello senza effetti speciali) con l'operazione Grindhouse (riuscita forse solo a metà), porta dentro di sè una riduzione dell'immaginario filmico del Maestro.
Tarantino ha perso la freschezza dei primi 2 capolavori assoluti (anche Jackie Brown) e se lì le citazioni e gli omaggi erano inseriti all'interno di una idea di Pulp tutta sua e assolutamente originale, con Grindhouse gli omaggi e le citazioni fanno e sono il film, ma non sono al servizio di un grande idea. Amanda Sandrelli (figlia di Stefania e in aperta polemica con Tarantino), incontrata per caso sull'autobus, se ne è accorta e c'è l'ha detto serenamente davanti alla camera. Certo che difendere il cinema italiano di oggi, salvo qualche rara eccezione (Sorrentino, Garrone e pochi altri) a me sembra imbarazzante e privo di senso.
La polemica sulla qualità del cinema italiano, innescata da Tarantino, e raccolta da Stefania Sandrelli, continua....
Prossimamente il parere di Pasquale Squitieri.
voi cosa ne pensate?

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Io penso che il cinema italiano faccia assolutamente cagare. Non ci sono più idee, è morto.
Poi Walter, Grindhouse è una figata.
Paolino

Anonimo ha detto...

D'accordo con te Walter.
Tra Pulp Fiction e Grindhouse c'è la differenza che corre tra Naomi Campbell e la contessa Serbelloni Vien dal mare.
Roberto da Milano

Walter ha detto...

Sì d'accordo con te Roby, Pulp Fiction è un film geniale. C'è tutto: grande sceneggiatura, attori straordinari, idea originalissima, musica, regia. Uno dei film più completi degli ultimi 15 anni. Un vero Cult.

Walter ha detto...

Su Grindhouse continuo a non essere convinto. Lo dico nel post. E' un film pieno di omaggi e citazioni che non sono al servizio di un'idea originale. C'è troppo Russ Meyer, ma Russ Meyer era un'altra cosa.
E poi quando Tarantino lavora in coppia con Rodriguez (il suo amante segreto)...

francesco ha detto...

il fuoriclasse in questa intervista è alessandro zanotti. L'Amanda è carina ma tutto lì. Si vede che non "vive" di cinema ma ci "campa" soltanto.

francesco ha detto...

Il fuoriclasse in questa intrvista è Alessandro Zanotti. L'Amanda è carina ,ma è tutto lì. Si vede che non "vive" di cinema ma ci "campa" solamente..

Walter ha detto...

D'accordo con te Francesco, Zanotti è un fuoriclasse.