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domenica 4 maggio 2025
COM@MEDIA: "Una danza surreale tra i MEDIA". Anno 1996
Avevo scritto poco più che ventenne un soggetto su un uomo alienato dalla vita, che trascorreva la maggior parte della sua esistenza chiuso nella sua bella casa, comunicando con il mondo esterno solo attraverso un citofono. Un giorno, però, decide di affrontare la realtà e uscire, equipaggiato con una mascherina in stile COVID e una sorta di tuta militare, come se dovesse difendersi da un mondo ostile. COM@MEDIA fu ultimato nel 1996, agli albori dell'era digitale, quando Windows 95 era appena arrivato e navigare in rete era un'impresa tutt'altro che semplice. Il cuore della storia era proprio la rete, e la mia intuizione – in tempi non sospetti – fu che, col tempo, Internet avrebbe fagocitato la televisione. Esattamente ciò che, quasi trent'anni dopo, sta accadendo oggi. COM@MEDIA è una danza surreale tra i media, in chiave comico-grottesca, con protagonista Gianfelice Toschini. Abusando ossessivamente dei media, Gianfelice finisce per non distinguere più la realtà dalla finzione, venendo sopraffatto da personaggi folli che mettono a dura prova la sua sanità mentale.
mercoledì 7 luglio 2021
Professione Selfista (mi selfo quindi esisto): trailer ufficiale
Nessun neologismo è entrato nel linguaggio corrente con la stessa irruenza della parola «selfie».
I risvolti meno conosciuti di una delle pratiche più diffuse e stigmatizzate degli ultimi anni, vengono qui esplorati sotto una nuova luce dal filmaker Walter Ciusa, che con l'ausilio di un iPhone, ha seguito la vita di una Community di selfisti. Professione Selfista (mi selfo, quindi esisto) si concentra su una particolare categoria di selfie-addicted, i collezionisti di foto con i vip. Cacciatori seriali di celebrities, organizzati per bande, pronti ad affollare i backstage dei concerti e le passerelle dei festival per raccogliere foto o autografi di chi vedono sulla scena.
martedì 6 luglio 2021
Est (Dittatura Last Minute) finalmente al Cinema!
“EST – Dittatura Last Minute” è un originale road-movie ambientato nel 1989 alla vigilia della caduta del muro, tratto da una storia vera e girato tra il Cesenate e la Romania. Il film è scritto e diretto da Antonio Pisu (che ritorna alla regia dopo la sua opera prima Nobili Bugie) e prodotto da Genoma Films di Paolo Rossi Pisu, e in collaborazione con Maurizio Paganelli e Andrea Riceputi, autori del libro “Addio Ceausescu” da cui è tratta la sceneggiatura. La storia nasce appunto da un’idea degli stessi Maurizio Paganelli e Andrea Riceputi che nel 1989, giovani ventiquattrenni dal grande entusiasmo, intrapresero con un amico il viaggio raccontato nel film. Il ruolo del protagonista è affidato a Lodo Guenzi – voce e chitarra de Lo Stato Sociale nonché diplomato all’accademia di Arte Drammatica Nico Pepe – che con il film EST – Dittatura Last Minute fa il suo esordio sul grande schermo. Al suo fianco gli altri due attori esordienti Matteo Gatta e Jacopo Costantini.
sabato 7 gennaio 2012
"Sulle Orme di Quentin Tarantino ed alla ricerce dei Generi Perduti" by ATYPICALMOVIE
UNA GRANDE LIVE/INCHIESTA DAL VENICE FILM FESTIVAL!!!!
Il Cinema italiano è morto forse perche' non ci sono piu' i generi?" Docu-Inchiesta dal Venice Film Festival sotto la gestione del bravo Muller e il cappello protettivo di Quentin Tarantino con i contributi dei registi P. Squitieri, Tinto Brass, M. Monicelli, Giulio Questi e dei critici Claudio G. Fava, E. Magrelli, M. Giusti, Gregorio Napoli, A. Dell'Olio; ma anche un po' di leggerezza dall'Hotel Excelsior- luogo simbolo del Festival- con l'avvenente Nela Lucic, fresca co-protagonista del "Monamour" di Brass e con la bellissima Caterina Murino, perfetta interprete dell'almodovariano "Il seme della discordia" di Corsicato; e poi il western raccontato da Alex Zanotti- esperto di cinema di genere- Todd Solondz con un film in concorso, Les Bodyguard e il loro sguardo Overlook sul Festival...
mercoledì 25 giugno 2008
ABEL FERRARA
Sto riscoprendo Abel Ferrara- che adoro- quindi...........
THE DRILLER KILLER (recensione copiata e incollata dall'ottimo blog SCAGLIE)
di Abel Ferrara
(1978 USA 85’)

Primo film partorito dal talentaccio del duo maledetto Nicholas St. John/ Abel Ferrara, autori di due capolavori degli ultimi anni come “IL CATTIVO TENENTE” e “THE ADDICTION”.
Abel Ferrara è anche l’attore principale di questo suo secondo film come lo era anche del primo, il porno delirante NINE LIVES OF A WET PUSSY (per la cronaca ha interpretato anche il maniaco sessuale del suo terzo film L’ANGELO DELLA VENDETTA).
L’idea di cinema di Abel è estrema e volutamente disturbante, ma la sua geniale intuizione è sempre stata quella di cercare di raggiungere la purezza e la trascendenza trattando di ciò che comunemente viene considerato indecente e spregevole. Solo partendo dal basso si può raggiungere l’alto, lezione chiaramente derivata dal maestro Rainer Werner Fassbinder.
Infatti già da questo film censurato ovunque, il regista ha il coraggio di mostrare la singolare via di redenzione del suo protagonista, il pittore Reno, in crisi creativa e con grossi problemi economici. Mancano i soldi per l’affitto e le bollette, il rapporto con la fidanzata è un inferno, ed è così costretto a subaffittare parte del suo loft ad una banda di punk incallita, capace di suonare ininterrottamente a volumi e ritmi vertiginosi (i pezzi del film sono di Abel Ferrara, chitarrista ancor prima che regista) facendo così definitivamente perdere il lume della ragione a Reno, oltre alla capacità creativa.
Una sera, però, vedendo in televisione la pubblicità di un prodigioso trapano elettrico di ultima concezione Reno ha l’ispirazione creativa definitiva: creare opere d’arte mutilando dal vivo gli abitanti notturni delle strade di New York, usando questo sfavillante trapano come pennello riuscendo così allo stesso tempo a sfogare sanguinosamente tutta la sua più intima frustrazione e rabbia verso una società ripugnante. Il film si inserisce nel filone del cinema horror degli anni ’70 e non è esente da siparietti erotici chiaramente inseriti per accontentare la produzione e i gusti bassi del pubblico onanista.
Assolutamente degno di rilievo è il modo in cui il regista riesce a dare l’idea del processo creativo in pittura rappresentando le difficoltà e la ricerca interiore che preludono al concepimento dell’opera d’arte; sicuramente lo Scorsese di “LEZIONI DI VERO ” ne sarà stato ispirato (sul tema, da leggere “Il capolavoro sconosciuto” di Balzac). A livello cinematografico non si può non ricordare come predecessore di questo film il piccolo cult "Bucket of Blood" del maestro Roger Corman.
I quadri che compaiono nel film sono del pittore Douglas Anthony Metro all’epoca buon amico e inevitabile compagno di sbronze di Abel Ferrara.
THE DRILLER KILLER (recensione copiata e incollata dall'ottimo blog SCAGLIE)
di Abel Ferrara
(1978 USA 85’)

Primo film partorito dal talentaccio del duo maledetto Nicholas St. John/ Abel Ferrara, autori di due capolavori degli ultimi anni come “IL CATTIVO TENENTE” e “THE ADDICTION”.
Abel Ferrara è anche l’attore principale di questo suo secondo film come lo era anche del primo, il porno delirante NINE LIVES OF A WET PUSSY (per la cronaca ha interpretato anche il maniaco sessuale del suo terzo film L’ANGELO DELLA VENDETTA).
L’idea di cinema di Abel è estrema e volutamente disturbante, ma la sua geniale intuizione è sempre stata quella di cercare di raggiungere la purezza e la trascendenza trattando di ciò che comunemente viene considerato indecente e spregevole. Solo partendo dal basso si può raggiungere l’alto, lezione chiaramente derivata dal maestro Rainer Werner Fassbinder.
Infatti già da questo film censurato ovunque, il regista ha il coraggio di mostrare la singolare via di redenzione del suo protagonista, il pittore Reno, in crisi creativa e con grossi problemi economici. Mancano i soldi per l’affitto e le bollette, il rapporto con la fidanzata è un inferno, ed è così costretto a subaffittare parte del suo loft ad una banda di punk incallita, capace di suonare ininterrottamente a volumi e ritmi vertiginosi (i pezzi del film sono di Abel Ferrara, chitarrista ancor prima che regista) facendo così definitivamente perdere il lume della ragione a Reno, oltre alla capacità creativa.
Una sera, però, vedendo in televisione la pubblicità di un prodigioso trapano elettrico di ultima concezione Reno ha l’ispirazione creativa definitiva: creare opere d’arte mutilando dal vivo gli abitanti notturni delle strade di New York, usando questo sfavillante trapano come pennello riuscendo così allo stesso tempo a sfogare sanguinosamente tutta la sua più intima frustrazione e rabbia verso una società ripugnante. Il film si inserisce nel filone del cinema horror degli anni ’70 e non è esente da siparietti erotici chiaramente inseriti per accontentare la produzione e i gusti bassi del pubblico onanista.
Assolutamente degno di rilievo è il modo in cui il regista riesce a dare l’idea del processo creativo in pittura rappresentando le difficoltà e la ricerca interiore che preludono al concepimento dell’opera d’arte; sicuramente lo Scorsese di “LEZIONI DI VERO ” ne sarà stato ispirato (sul tema, da leggere “Il capolavoro sconosciuto” di Balzac). A livello cinematografico non si può non ricordare come predecessore di questo film il piccolo cult "Bucket of Blood" del maestro Roger Corman.
I quadri che compaiono nel film sono del pittore Douglas Anthony Metro all’epoca buon amico e inevitabile compagno di sbronze di Abel Ferrara.
martedì 17 giugno 2008
Jeff Dowd Lebowsky a Bologna
"A volte si incontra un uomo, non dirò un eroe, che cos'è un eroe, ma a volte si incontra un uomo, e sto parlando di Drugo, a volte si incontra un uomo che è l'uomo giusto nel posto giusto, là dove deve essere, e quello è Drugo...a Los Angeles, e anche se quell'uomo è un pigro e Drugo lo era di sicuro, forse il più pigro di tutta la contea di Los Angeles, e il che lo mette in competizione per il titolo mondiale dei pigri. A volte si incontra un uomo, a volte si incontra un uomo. Ah, ho perso il filo del discorso. Ah, al diavolo. E' più che sufficiente come presentazione".
Noi atypici avremmo voluto vedere un altro film: l'incontro tra le 2 superstar americane Ted Hemmann e Jeff Dowd Lebowsky. La superstar locale che certifica la grandezza della superstar americana. Come Joyce con Italo Svevo o Tarantino coi B-Movie. Chi ha allora preso il posto del grande Ted? Naturalmente il suo fedele scudiero "Cicci Mo Tao", detto Zefram, detto Capitan Kirk, grande e ormai impareggiabile icona della bolognesità. E' bastata un'occhiata tra Cicci Mo Tao e Jeff. "Questione di feeling", di chimica, corrispondenza di amorosi sensi. Cicci Mo Tao è stato il Cicerone, il traghettatore verso la bolognesità ormai al cpolinea. Indimenticabili i momenti di trash talking tra i 2. A seguirli un centinaio di fan riuniti davanti alla Videoteca "L'Occhio Privato", che ha ottimamente organizzato l'evento, offrendo anche birra, salumi e formaggi. C'era anche la blogger bolognese "Maude Lebowsky", disponibilissima a dialogare con noi- da cazzona quale dice di essere- e due ragazzi, che aspettavano la star coi bicchieri pieni di "White Russian". C'era il padre di Jeff, arzillo 90 enne, che parla ancora un buon italiano e che insegnava "Storia dei Sistemi economici" all'Università di Modena. Ma c'erano soprattutto i "Vecchi Amici", i cazzoni di sempre, che non potevano perdersi un Evento di questa portata: Bufalo, Marmuz, Lando, i Rude Pravo, ecc.
PS: indimenticabile la scena finale con Cicci Mo Tao che regala la rosa a Jeff!
Noi atypici avremmo voluto vedere un altro film: l'incontro tra le 2 superstar americane Ted Hemmann e Jeff Dowd Lebowsky. La superstar locale che certifica la grandezza della superstar americana. Come Joyce con Italo Svevo o Tarantino coi B-Movie. Chi ha allora preso il posto del grande Ted? Naturalmente il suo fedele scudiero "Cicci Mo Tao", detto Zefram, detto Capitan Kirk, grande e ormai impareggiabile icona della bolognesità. E' bastata un'occhiata tra Cicci Mo Tao e Jeff. "Questione di feeling", di chimica, corrispondenza di amorosi sensi. Cicci Mo Tao è stato il Cicerone, il traghettatore verso la bolognesità ormai al cpolinea. Indimenticabili i momenti di trash talking tra i 2. A seguirli un centinaio di fan riuniti davanti alla Videoteca "L'Occhio Privato", che ha ottimamente organizzato l'evento, offrendo anche birra, salumi e formaggi. C'era anche la blogger bolognese "Maude Lebowsky", disponibilissima a dialogare con noi- da cazzona quale dice di essere- e due ragazzi, che aspettavano la star coi bicchieri pieni di "White Russian". C'era il padre di Jeff, arzillo 90 enne, che parla ancora un buon italiano e che insegnava "Storia dei Sistemi economici" all'Università di Modena. Ma c'erano soprattutto i "Vecchi Amici", i cazzoni di sempre, che non potevano perdersi un Evento di questa portata: Bufalo, Marmuz, Lando, i Rude Pravo, ecc.
PS: indimenticabile la scena finale con Cicci Mo Tao che regala la rosa a Jeff!
lunedì 16 giugno 2008
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WALTER CIUSA – TRA CINEMA, GIORNALISMO E IMMAGINI
Walter Ciusa, è un filmmaker e videoreporter bolognese. Da oltre trent'anni opera nel campo della produzione audiovisiva, sviluppando un...
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