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giovedì 30 agosto 2012

Che fine ha fatto Tinto Brass?



Giornata di chiusura del Festival, questa volta in compagnia dell'amico psicologo- sassofonista Stefano Scippa. Arriviamo alle 15 quando stanno già sbaraccando tutto. Peccato, nelle mie intenzioni c'era l'idea di portare a casa una qualche altra intervista. Detto e fatto! Mastro Brass gironzolava in compagnia, destinazione Hotel Excelsior. Gli giro intorno e in un nano secondo devo decidere come agganciarlo.
Regola numero 1: "Non essere scontato e banale"
Regola numero 2: "Omaggiare il Maestro"- sono un suo fan-.
Attacco con Bob Guccione, produttore di Caligola e alter ego di Brass. Poi è la volta del grande Kim Arcalli, montatore che rivoluzionò il cinema italiano e anche collaboratore di Brass all'inizio degli anni 60. Inevitabile la domanda sulla qualità di questa 65 esima edizione. Inevitabile la risposta del Maestro: "C'è una deriva progressiva verso la catastrofe totale"e per il Maestro che fu anche allievo del grande Luchino Visconti- e si vede- Morte a Venezia è il vero leit motiv di critici, cineasti e addetti ai lavori che non si riconoscono con le scelte del direttore Muller. Ma c'è anche Caterina Varzi, la nuova musa di Brass, protagonista del prossimo "Ziva", il film che sarà interamente girato in un faro...

martedì 9 settembre 2008

TINTO BRASS al Venezia Film Festival 2008





Giornata di chiusura del Festival, questa volta in compagnia dell'amico psicologo- sassofonista Stefano Scippa. Arriviamo alle 15 quando stanno già sbaraccando tutto. Peccato, nelle mie intenzioni c'era l'idea di portare a casa una qualche altra intervista. Detto e fatto! Mastro Brass gironzolava in compagnia, destinazione Hotel Excelsior. Gli giro intorno e in un nano secondo devo decidere come agganciarlo.
Regola numero 1: "Non essere scontato e banale"
Regola numero 2: "Omaggiare il Maestro"- sono un suo fan-.
Attacco con Bob Guccione, produttore di Caligola e alter ego di Brass. Poi è la volta del grande Kim Arcalli, montatore che rivoluzionò il cinema italiano e anche collaboratore di Brass all'inizio degli anni 60. Inevitabile la domanda sulla qualità di questa 65 esima edizione. Inevitabile la risposta del Maestro: "C'è una deriva progressiva verso la catastrofe totale"e per il Maestro che fu anche allievo del grande Luchino Visconti- e si vede- Morte a Venezia è il vero leit motiv di critici, cineasti e addetti ai lavori che non si riconoscono con le scelte del direttore Muller. Ma c'è anche Caterina Varzi, la nuova musa di Brass, protagonista del prossimo "Ziva", il film che sarà interamente girato in un faro...

martedì 9 ottobre 2007

Nela Lucic:"Mostro il culo a Tinto Brass e non provo vergogna alcuna" (un'intervista atipica).


Festival di Venezia 2007. Mi trovo insieme ad Alex Zanotti ed al Bufalo in uno spazio adiacente al bar dell' Hotel Excelsior, uno spazio Red Bull, tutto alcool e testosterone a mille. C'è Elisabetta Canalis che dal vivo presenta un attrezzo per rassodare spalle e glutei. La Canalis sembra più tirata del solito, è molto magra, non proprio come un grissino, però per i buongustai le forme giuste al posto giusto hanno una certa importanza. Dimostra anche meno dei suoi 30 anni.
In video è meglio che dal vivo. Sarà che i pixels ingrassano. Dan Peterson diceva del grande Larry Bird,(Boston Celtics) che la TV non gli dava giustizia e che dal vivo aveva un fisico longilineo e perfetto per il basket. Sarà! Ci avviciniamo a Fabio Testi. E' ancora un figo. 65 anni, fisico da 45 enne, sorriso autocompiaciuto di uno che ha vissuto alla grande e continua a farlo. Un vero vitellone, degno figlio del boom economico. Parla con noi del suo problema con la patta dei pantaloni, capitatogli anche in teatro. Figuraccia. Si avvicina con fare piacione alla Canalis. Si presta anche a provare in diretta l'attrezzo rassodante. Lei è intimidita dalla presenza del campione. Andranno poi via mano nella mano. Lui la tromberà? Forse.
Poi una visione celestiale, altro che la Canalis. Nela Luic, attrice bosniaca appena 30enne, fisico mozzafiato, una autentica puledra. Mora, mega tette, vestito attillato, culo da capogiro, scarpe di raso con inserti d'oro e una voce sensuale.
Ho capito perchè Tinto Brass l'ha voluta come attrice nel suo ultimo film "Monamour". Tiro fuori subito la telecamera tascabile, la guardo negli occhi e dico la parola magica: "Dagospia".
Ci mettiamo in disparte per l'intervista.
Argomenti trattati:
-il culo come strumento di comunicazione visiva
-il provino con il maestro Tinto Brass
-ma le tette servono a qualcosa?
-i progetti futuri di Nela

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