martedì 6 luglio 2021
Est (Dittatura Last Minute) finalmente al Cinema!
EST( Dittatura last minute) alle Giornate degli Autori
sabato 6 ottobre 2018
THE HUMAN FILM//the trailer
Gabriele Veggetti (critico cinematografico)
mercoledì 22 marzo 2017
Luigi Attrice per "Bagnoli Jungle" di Antonio Capuano
Bagnoli. Tra le rovine dell'Ilva, grande fabbrica di progresso ieri, desolato atto d'accusa oggi, si muovono e vivono e sopravvivono Giggino, Antonio e Marco. Tre generazioni diverse, che nell'arco di tre capitoli s'incrociano occasionalmente. E che incrociano, ora l'uno ora l'altro, musicisti di strada e pittori d'appartamento, monache e malavitosi, casalinghe discinte o disperate, bottegai satolli e migranti morti di fame. E ancora rappers, "fujenti", gente normale in un corteo di protesta... Senza un ordine, senza un senso. Se non quelli che restano dove la Storia ha smarrito la sua strada per ritrovarsi in una steppa, o in una giungla, desolata, inquinata e vuota.
Alex de La Iglesia
Nel 1995 dirige Maria Grazia Cucinotta ne Il giorno della bestia, guadagnandosi un premio Goya come miglior regista, mentre nel 1997 dirige Javier Bardem in Perdita Durango. Negli anni seguenti dirige i film Muertos de Risa, La comunidad - Intrigo all'ultimo piano e Crimen perfecto - Finché morte non li separi, commedie nere caratterizzate da un'ironia grottesca.
Nel 2008 dirige il suo primo film in lingua inglese, Oxford Murders - Teorema di un delitto con Elijah Wood e John Hurt. Il successivo Ballata dell'odio e dell'amore viene presentato in concorso nel 2010 alla Mostra del cinema di Venezia, con il quale vince il Leone d'Argento per la miglior regia. Ha presentato il suo ultimo film La fortuna della vita (La chispa de la vida) (2011) alla Berlinale 2012.
breve chiacchierata con Gianni Amelio!
Alcuni cenni biografici tratti da Wikipedia...
Nel 1982, entra nel circuito cinematografico propriamente detto: il film Colpire al cuore, presentato alla mostra cinematografica di Venezia, che affronta coraggiosamente lo scottante tema del terrorismo nell'ottica di un rapporto contrastato tra padre e figlio, riscuote il favore della critica. I consensi si confermano nel 1987 con I ragazzi di via Panisperna, che racconta le vicende del gruppo di fisici di cui facevano parte, negli anni trenta, Enrico Fermi ed Edoardo Amaldi. Girato in due versioni - una più lunga per il piccolo schermo - ottiene numerosi riconoscimenti, tra cui il premio per la miglior sceneggiatura al Festival Europacinema di Bari, il premio per il miglior film al Festival di Abano Terme, e il Premio Valmarana. Nel 1989 il film Porte aperte, tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia e superbamente interpretato da Gian Maria Volonté, lo lancia come autore di dimensioni internazionali e gli procura una nomination all'Oscar nel 1991. Vince inoltre 4 premi Felix, 2 Nastri d'Argento, 4 David di Donatello e 3 Globi d'Oro assegnati dalla stampa estera in Italia.
Nei quattro film che seguono Porte aperte, sviluppa tematiche legate alla realtà sociale con dolorosa partecipazione e sensibilità artistica. Con Il ladro di bambini, il suo maggior successo commerciale, vince nel 1992 il Premio speciale della giuria al Festival di Cannes e l'European Film Award come miglior film, oltre a 2 Nastri d'Argento, 5 David di Donatello e 5 Ciak d'Oro. Lamerica si aggiudica nel 1994 il premio Osella d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia, oltre al Premio Pasinetti come miglior film. Inoltre vince 2 Nastri d'Argento, 3 David di Donatello e 3 Ciak d'Oro. Quattro anni dopo, Così ridevano, probabilmente il suo lavoro di più difficile comprensione per il grande pubblico, vince il Leone d'Oro, sempre alla Mostra del cinema di Venezia.
venerdì 17 marzo 2017
"Tanna" film Australiano agli Oscar, della serie gli ho portato fortuna, essendo stato il primo ad intervistarli
In una società tribale del Pacifico meridionale, una ragazza, Wawa, si innamora di Dain, il nipote del capo tribù. Quando una guerra fra gruppi rivali si inasprisce, a sua insaputa Wawa viene promessa in sposa ad un altro uomo come parte di un accordo di pace. Così i due innamorati fuggono, rifiutando il destino già scelto per la ragazza. Dovranno però scegliere fra le ragioni del cuore e il futuro della loro tribù, mentre gli abitanti del villaggio lottano per preservare la loro cultura tradizionale anche a fronte di richieste di libertà individuale sempre più incalzanti.
Un aneddoto curioso: durante la presentazione del bel film del duo australiano Butler/Dean, i simpatici aborigeni furono un po' abbandonati dalla produzione ed anche dagli autori, intenti alle PR con la stampa, con i critici e balle varie...Andai in soccorso dei simpatici ragazzi, che si erano timidamente sistemati in un angolo della hall, e riempì i loro bicchieri di vino e portai loro anche dei dolci.
Ricambiarono questo gesto regalandomi un braccialetto che conservo qui a casa...
martedì 14 marzo 2017
Gianni Canova, della serie "sti cazzi"...
Beh Canova è indubbiamente uno che ne sa; uno che dice che è anche il tempo di osare, soprattutto per chi- come molti- hanno pochi mezzi, va rispettato e ascoltato. Siamo stanchi del solito cinemino italiano da tinello, cucina, lite in famiglia e tematiche tardo giovaniliste...E' proprio qui la questione, e sono proprio io a suggerirgli la "necessità di Sistema" di individuare un tema unificante (che dovrebbe/potrebbe essere "la crisi")...staremo a vedere!
sabato 5 marzo 2016
Valerio Caprara ci parla di noir: Fuller, Ray, ma anche Gaudino...
Dopo l'inchiesta sulla morte del cinema di genere in ITA -fatta nell'era Muller/Tarantino- con la conseguente riduzione/amputazione della filiera produttiva che dava lavoro a molti professionisti e teneva alto il livello qualitativo del nostro cinema; dopo le mini interviste/inchiesta a Moscati, Crespi, Giusti sull'ascesa incontrastata del seriale e sulla necessità di rivedere molte scelte filmiche all'interno del Festival, la domanda che mi sono e ho posto agli addetti ai lavori, tra cui l'ottimo Valerio Caprara, è se sia possibile una terza via per il cinema, una via alternativa tra i noiosi blockbuster e il dominio assoluto- e forse anche strameritato- dei serial TV.
La terza via c'è, ed è la via che hanno già preso autori della portata di Pippo del Bono, Patricio Guzman, Jonathan Couette e, secondo Caprara, anche Gaudino, in concorso al Festival con "Per amor vostro"...buona visione...
PS: per i nostalici- come me- si parla anche di Samuel Fuller ed Orson Welles...
domenica 14 dicembre 2014
Sul "Pasolini" di Abel Ferrara con i contributi di Maria de Medeiros, Adriana Asti e Abel Ferrara. By Walter Ciusa
Adriana Asti al Festival di Venezia 2014 presentando "Pasolini" di Abel Ferrara by Walter Ciusa
Disinvolta, perfino scorretta, in fondo più umana. Adriana Asti è l'anima desnuda del teatro italiano che, influenzata dallo spirito più inquieto (almeno dal punto di vista storico) della rivoluzione culturale del '68, si è fatta più ardita. Attrice teatrale e cinematografica (nonché doppiatrice) ha lasciato che, di tanto in tanto, la sua mano femminile svicolasse decisa persino sul fondoschiena dell'amato cinema europeo, anche se non sempre l'abito e l'atmosfera sono da serata di gala con grandi autori. Un gesto da ruvido West, che deve esserle rimasto appiccicato dopo che tanti registi hanno visto in lei un'interprete grandiosa e travolgente di pellicole che sfioravano l'erotico. Altra storia e altra stoffa, ovviamente. Perché la recitazione davanti alla cinepresa è quanto di più diverso esista da quella di fronte al grande pubblico di un teatro. Ma addosso, e in entrambe le dimensioni, le è rimasta la stessa originalità ironica e molto milanese.
Nata a Milano il 30 aprile 1933, comincia a recitare negli Anni Cinquanta, esclusivamente a teatro, sotto l'ala protettiva di Giorgio Strehler e del suo Piccolo Teatro di Milano. Già nel 1952, recita accanto a Lilla Brignone, Alberto Lupo, Romolo Valli, Tino Buazzelli eTino Carraro in "Elisabetta d'Inghilterra". Seguiranno un gran numero di performances sul palcoscenico, tutte da trattenere il fiato, ma fra le tante si ricordano principalmente: "Questa sera si recita a soggetto" (1962) di e con Vittorio Gassman; "Mito e Libertà" (1962), sempre con Gassmanalla regia; "Le bonnes" (1980) con Manuela Kustermann, "Santa Giovanna" (1984); "Giorni felici" (1985, poi replicato nel 2010); "La locandiera" (1986); "Tre uomini per Amalia" (1988) e "Ferdinando" (2000). Anche se forse la sua più grande interpretazione rimane quella in "Alcool" da lei scritto e interpretato che le fa ottenere i Premi Siae e Duse.
Semplicemente "Maria de Medeiros" by Walter Ciusa
Il tirando le somme di Alberto Crespi Festival di Venezia 2014 by Walter Ciusa
Semplice Eutanasia almeno per i 3 buoni films italiani in concorso. Questo il parere di Mr Hollywood Party, al secolo Alberto Crespi, che di questa edizione griffata "Hana & Barbera", salva ben poco, soprattutto tra i films in concorso: Storie della regista iraniana....il sempre eccellente Konchalosky, e come anticipato, i 3 films italiani.
E' quindi lecito interrogarsi sul senso di tenere in piedi un baraccone così costoso, per godersi una manciata di films sui 70-80 in programmazione.
Di questo passo l'Hotel Excelsior, luogo di peregrinaggio cinefilo e simbolo del Festival, vedrà lo scorrere del sangue nei propri corridoi, il neo Overlook Shinig Hotel nato sulle ceneri dell'Excelsior, sarà la nuova Cattedrale su cui porre le fondamenta per qualcosa di veramente nuovo. Ci aveva provato Marco Muller, e in parte vi era riuscito, grazie alla strabiliante operazione sui "generi(s) con la benedizione di Quentin Tarantino; sta invece clamorosamente fallendo Barbera.
Allora perchè non aprire, proprio al Festival, una sezione dedicata interamente al seriale, visto che il Cinema Indipendente, ha abdicato il proprio ruolo di guida, soprattutto nei Festival, luoghi di gestazione di autori in cerca del grande salto. Le forze più originali, come afferma Crespi, non sono più nell'indipendente, ma nel seriale-a questo ci ero arrivato già da parecchi anni (vedi intervista con Squitieri)- ed è proprio quella componente di novità, che deve essere intercettata da chi ha un ruolo di organizzatore e selezionatore all'interno di uno dei Festival più importanti al mondo.
Ron Mann "Venice Film Festival 2014" presenting "Altman" by Walter Ciusa
lunedì 29 settembre 2014
Marco Giusti al Festival del cinema di Venezia 2014
Quando mi aggiro camera-munito per il Festival, Mr Stracult mi concede, tra una visione di un film ed il successivo, quei 5-6 minuti. Ed è un piacere! Terminata l'invenzione "sui generi(s)" del trio Muller/Giusti/Tarantino, non rimane che raccogliere i cocci di questa entusiasmante esperienza: il Gomorra di Sollima è figlio di questa bravata dei 3 Godfellas, anche se- sottolineo io- i temi di mafia e camorra sono stati ben indagati dai Maestri degli anni70:
Lenzi, Squitieri, Di Leo, ecc. Certo, meglio che niente, però...E poi come non citare quell'autentico gioiello di "House of Cards" con Kevin Spacey nella doppia veste di attore e produttore? Che sia tornata l'epoca pre Paramount Decrees, dove l'integrazione verticale del sistema produttivo, consentiva agli sceneggiatori di avere un ruolo di vitale importanza?
venerdì 12 ottobre 2012
Marco Giusti (Festival di Venezia 2012)
Marco Giusti (Grosseto, 1953) è un critico cinematografico, autore televisivo, regista e studioso di cinema italiano.
Ha realizzato diversi programmi televisivi, tra cui Blob, Blobcartoon, Fuori orario, La situazione comica, Carosello, Scirocco, Orgoglio coatto, Fenomeni, Matinée, Soirée, Cocktail d'amore, Stracult e Base Luna.
Nel 1996 ha curato la mostra su Carosello per la Triennale di Milano, nel 2004 la retrospettiva Italian kings of the B's - Storia segreta del cinema italiano per la Mostra del cinema di Venezia, per la quale cura anche, nel 2007, la rassegna sul western all'italiana e nel 2010 la retrospettiva La situazione comica.
Tra i numerosi saggi da lui scritti si ricordano quelli dedicati alla storia di Carosello e le biografie di Moana Pozzi, Stan Laurel e Oliver Hardy, Roberto Benigni e Totò.
Collabora da molti anni con L'Espresso e Il Manifesto.
È genero dell'ex ministro repubblicano Oscar Mammì[1], avendone sposato la figlia Alessandra, critica cinematografica de L'Espresso.
venerdì 14 settembre 2012
Il Principe Carlo Giovannelli ci parla del suo amore per Gina Lollobrigida

Un paio di viaggi insieme di cui uno nelle Filippine-il Principe ci ricorda quanto Gina la divina fosse popolare anche nell'arcipelago asiatico-un altro viaggetto in Sud Africa!
E il principe cosa pensa del cinema italiano?
Il 29 settembre 1668, a seguito dell'acquisto di un latifondo nel bergamasco, furono innalzati dal Senato veneziano alla dignità comitale, con i predicati di Morengo e Carpenedo; il 27 dicembre di quello stesso anno, invece, a seguito del versamento della somma dei 100.000 ducati previsti per l'ascrizione al corpo patrizio veneziano, un decreto del Senato concesse ai membri di questo casato di accedere al Maggior Consiglio.
mercoledì 12 settembre 2012
Non solo Daniele Ciprì al Festival di Venezia 2012...ma anche un ricordo a Gregorio Napoli
lunedì 10 settembre 2012
Lovi Poe -Venice Film Festival 2012- and a special thank to ATYPICALMOVIE
The international festivals in Venice, Berlin and Cannes are considered the top three.
(Aunor recalls that she made it to the premiere of Lino Brocka’s “Bona,” which was exhibited in the Directors’ Fortnight section of Cannes in 1981. Scriptwriter Ricky Lee also says Aunor attended the Moscow fest where “Himala” was screened in 1983, and the Cairo fest in 1996, where she won best actress for Joel Lamangan’s “The
Cabral revealed that she had a complete wardrobe prepared—red-carpet gown by Mitch Desunia; cocktail dresses by Megan Pillos; everyday wear by Anne Garcia; awards night gown by Cebu-based designer Harvey Cenit.
Poe picked clothes from the collections of Ezra for the press con and Cary Santiago for the awards night.
venerdì 7 settembre 2012
La grande fuga di Lino Toffolo
per un decennio, interpreta molti film di successo. Degne di nota, tra l'altro, le sue partecipazioni in film di Monicelli (Brancaleone alle crociate, 1970), Festa Campanile (Quando le donne avevano la coda, 1970; Il merlo maschio, 1971; Quando le donne persero la coda, 1972; L'emigrante, 1973), De Bosio (La Betìa ovvero in amore, per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza, 1971), Samperi (Un'anguilla da trecento milioni, 1971; Beati i ricchi, 1972; Peccato veniale, 1974; Sturmtruppen, 1976), Celentano (Yuppi du, 1975), Mogherini (Culastrisce nobile veneziano, 1976) e Risi (Telefoni bianchi, 1976).
L'ultima sua interpretazione cinematografica è nel film satirico Scherzi da prete diretto nel 1978 da Pier Francesco Pingitore, dove Toffolo dà il volto e soprattutto la voce al personaggio di Monsignor Cassola, vescovo da cui dipende la parrocchia dell'irrequieto sacerdote don Tarquinio, interpretato da Pippo Franco.
La televisione [modifica]
La popolarità di Lino Toffolo deve molto anche al piccolo schermo, dove ha cominciato ad apparire verso il finire degli anni sessanta in programmi di intrattenimento. È stato, tra l'altro, a fianco di Alighiero Noschese nella Canzonissima del 1971. Ha inoltre interpretato sigle di programmi televisivi, tra le quali ricordiamo, oltre la citata Johnny Bassotto, anche Lancillotto 008 nel 1980. Nel 1986 Toffolo è stato nel cast di Un fantastico tragico venerdì, condotto dall'attore Paolo Villaggio e da molti altri, e trasmesso su Rete 4.
Dal 7 settembre 1987 Lino Toffolo ha preso il posto di Claudio Lippi nel gioco a quiz di Canale 5 Tuttinfamiglia (produttore Margherita Caligiuri), giunto al quarto anno di trasmissione, quindi è stato confermato anche per il quinto ed ultimo anno, e il quiz fu ripreso dal 19 settembre 1988. Nel 1989 ha affiancato Gino Rivieccio nella conduzione del gioco a quiz Casa mia (produttore Margherita Caligiuri). Successivamente appare nelle due serie di Dio vede e provvede (1997 e 1998) e nelle fiction con Lino Banfi Scusate il disturbo (2009) e Tutti i padri di Maria (2010), mentre nel 2007 partecipa al programma Stiamo lavorando per noi condotto da Cochi e Renato.
Il teatro [modifica]
Nel 1993 Lino Toffolo torna a calcare le scene, interpretando la commedia Tonin bela grazia di Goldoni nell'allestimento del Teatro Stabile di Trieste, con cui ottiene un lusinghiero successo che lo spinge a cimentarsi in altri generi, come l'operetta, con Il pipistrello di Johann Strauss nel 1997, diretto da Gianfranco de Bosio, e con Al Cavallino Bianco di Ralph Benatzky nel 2002 per la regia di Gino Landi. Sarà anche voce recitante in Pierino e il lupo di Sergei Prokofiev nel 2000, ed in Histoire du soldat di Igor Stravinski nel 2002, di cui cura anche la regia. È anche autore di alcune commedie, tra cui Gelati caldi, Fisimat e Lei chi è (2011)
L'esordio alla regia: Nuvole di vetro [modifica]
Nei primi mesi del 2006 Lino Toffolo presenta il suo film Nuvole di vetro, da lui scritto, diretto ed interpretato, i cui dialoghi sono interamente in lingua veneta. Esordisce così nella regia cinematografica con un'opera che ha riscosso i consensi di buona parte della critica[1][2].
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