mercoledì 22 marzo 2017

Luigi Attrice per "Bagnoli Jungle" di Antonio Capuano


Bagnoli. Tra le rovine dell'Ilva, grande fabbrica di progresso ieri, desolato atto d'accusa oggi, si muovono e vivono e sopravvivono Giggino, Antonio e Marco. Tre generazioni diverse, che nell'arco di tre capitoli s'incrociano occasionalmente. E che incrociano, ora l'uno ora l'altro, musicisti di strada e pittori d'appartamento, monache e malavitosi, casalinghe discinte o disperate, bottegai satolli e migranti morti di fame. E ancora rappers, "fujenti", gente normale in un corteo di protesta... Senza un ordine, senza un senso. Se non quelli che restano dove la Storia ha smarrito la sua strada per ritrovarsi in una steppa, o in una giungla, desolata, inquinata e vuota. 

Alex de La Iglesia

Nato a Bilbao, nei Paesi Baschi, il 4 dicembre del 1965, de la Iglesia è cresciuto con la passione per il cinema e i fumetti. Si laurea in filosofia all'Università di Deusto. Dopo la laurea pubblica il suo primo romanzo intitolato Payasos in la lavadora. Frequentando vari cineclub riesce man mano ad introdursi nel mondo cinematografico, passando per la televisione, infatti è stato direttore artistico del programma Todo por la Pasta. Nel 1991 realizza il cortometraggio Mirindas asesinas che riceve svariati premi, durante una di queste premiazioni conosce il regista Pedro Almodòvar, e grazie alla sua casa di produzione El Deseo, debutta con il suo primo lungometraggio, il film di fantascienza Azione mutante.
Nel 1995 dirige Maria Grazia Cucinotta ne Il giorno della bestia, guadagnandosi un premio Goya come miglior regista, mentre nel 1997 dirige Javier Bardem in Perdita Durango. Negli anni seguenti dirige i film Muertos de Risa, La comunidad - Intrigo all'ultimo piano e Crimen perfecto - Finché morte non li separi, commedie nere caratterizzate da un'ironia grottesca.
Nel 2008 dirige il suo primo film in lingua inglese, Oxford Murders - Teorema di un delitto con Elijah Wood e John Hurt. Il successivo Ballata dell'odio e dell'amore viene presentato in concorso nel 2010 alla Mostra del cinema di Venezia, con il quale vince il Leone d'Argento per la miglior regia. Ha presentato il suo ultimo film La fortuna della vita (La chispa de la vida) (2011) alla Berlinale 2012.

breve chiacchierata con Gianni Amelio!


Alcuni cenni biografici tratti da Wikipedia...
Nel 1982, entra nel circuito cinematografico propriamente detto: il film Colpire al cuore, presentato alla mostra cinematografica di Venezia, che affronta coraggiosamente lo scottante tema del terrorismo nell'ottica di un rapporto contrastato tra padre e figlio, riscuote il favore della critica. I consensi si confermano nel 1987 con I ragazzi di via Panisperna, che racconta le vicende del gruppo di fisici di cui facevano parte, negli anni trenta, Enrico Fermi ed Edoardo Amaldi. Girato in due versioni - una più lunga per il piccolo schermo - ottiene numerosi riconoscimenti, tra cui il premio per la miglior sceneggiatura al Festival Europacinema di Bari, il premio per il miglior film al Festival di Abano Terme, e il Premio Valmarana. Nel 1989 il film Porte aperte, tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia e superbamente interpretato da Gian Maria Volonté, lo lancia come autore di dimensioni internazionali e gli procura una nomination all'Oscar nel 1991. Vince inoltre 4 premi Felix, 2 Nastri d'Argento, 4 David di Donatello e 3 Globi d'Oro assegnati dalla stampa estera in Italia.

Nei quattro film che seguono Porte aperte, sviluppa tematiche legate alla realtà sociale con dolorosa partecipazione e sensibilità artistica. Con Il ladro di bambini, il suo maggior successo commerciale, vince nel 1992 il Premio speciale della giuria al Festival di Cannes e l'European Film Award come miglior film, oltre a 2 Nastri d'Argento, 5 David di Donatello e 5 Ciak d'Oro. Lamerica si aggiudica nel 1994 il premio Osella d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia, oltre al Premio Pasinetti come miglior film. Inoltre vince 2 Nastri d'Argento, 3 David di Donatello e 3 Ciak d'Oro. Quattro anni dopo, Così ridevano, probabilmente il suo lavoro di più difficile comprensione per il grande pubblico, vince il Leone d'Oro, sempre alla Mostra del cinema di Venezia.

venerdì 17 marzo 2017

Vi racconto Eleven Rings in 5 minuti



Diventare il miglior allenatore di sempre nel Mondo non è cosa semplice. Oltre a saper allenare a livello tecnico bisogna essere in grado di gestire alla perfezione tutto quello che gira attorno al campo: gli ego smisurati dei giocatori, i media, le intromissioni dei dirigenti; bisogna saper controllare le emozioni sia in caso di vittoria sia in caso di sconfitta pensando spesso all’anno successivo appena dopo aver ottenuto un successo importante. Insomma, per Phil Jackson, diventare Phil Jackson, non è stato per niente facile, come spiega nel suo nuovo libro: Eleven rings. L’anima del successo. Coach Zen è da sempre un uomo enigmatico e controverso capace di far parlare di se non solo per le sue giocate in campo (prima da giocatore e poi da allenatore) ma anche per le dichiarazioni sui suoi giocatori, gli sfottò agli avversari e i battibecchi mediatici con gli altri coach. Il suo essere diverso, e probabilmente unico, l’ha reso l’allenatore più conosciuto e chiacchierato al Mondo, ma per arrivare a essere questo e a vincere undici titoli NBA da capo allenatore ha dovuto passare tante fasi di una vita complessa. Nel suo libro “Eleven Rings – L’anima del Successo” scritto insieme a Hugh Delehanty (con cui aveva già collaborato per Basket & zen. Sacred hoops) ed edito da Libreria dello Sport, racconta nel dettaglio le stagioni della sua carriera da giocatore e head coach, con dettagli sui rapporti con i giocatori e retroscena come sempre molto interessanti.

"Tanna" film Australiano agli Oscar, della serie gli ho portato fortuna, essendo stato il primo ad intervistarli


In una società tribale del Pacifico meridionale, una ragazza, Wawa, si innamora di Dain, il nipote del capo tribù. Quando una guerra fra gruppi rivali si inasprisce, a sua insaputa Wawa viene promessa in sposa ad un altro uomo come parte di un accordo di pace. Così i due innamorati fuggono, rifiutando il destino già scelto per la ragazza. Dovranno però scegliere fra le ragioni del cuore e il futuro della loro tribù, mentre gli abitanti del villaggio lottano per preservare la loro cultura tradizionale anche a fronte di richieste di libertà individuale sempre più incalzanti.
 Un aneddoto curioso: durante la presentazione del bel film del duo australiano Butler/Dean, i simpatici aborigeni furono un po' abbandonati dalla produzione ed anche dagli autori, intenti alle PR con la stampa, con i critici e balle varie...Andai in soccorso dei simpatici ragazzi, che si erano timidamente sistemati in un angolo della hall, e riempì i loro bicchieri di vino e portai loro anche dei dolci.
Ricambiarono questo gesto regalandomi un braccialetto che conservo qui a casa...

mercoledì 15 marzo 2017

Storie video contest

















Prima Menzione speciale della Giuria presieduta da Matteo Garrone
"C'era una volta Gianpierino" di Walter Ciusa
 MOTIVAZIONI: Per la simpatica originalità del personaggio in questione, raccontato
attraverso un linguaggio documentaristico che ben si adatta alla narrazione di un curioso
 voyeur, il quale sia nel nome che nelle ricorrenti manie sembra ricordare uno dei tanti
 anti-eroi di zavattiniana memoria, un "pedinatore" personificato: come diceva lo
scrittore emiliano "I poveri sono matti".
sito del video-contest

Su Cantu in sas Laras - Il Canto sulle Labbra

Su Cantu in sas Laras - Il canto sulle labbra. Poesie, canti d’amore, danze e preghiere della Sardegna con Sergio Ladu, Julie Calbete, Paola Erdas, Stefano Cirino Oggianu, Max jurcev.
Festival WUNDERKAMMER, live in Trieste.
Musa Indiana: Paola Erdas, Fabio Accurso, Shyamal Maitra in a new programme: Ancient music, Indian Music, Contemporary Music....
LIVE MUSIC - MUSICA VIVA

martedì 14 marzo 2017

Omaggio a Pulp Fiction by Walterino




Raccontare Quentin attraverso il suo passaggio veneziano, sfiornado appena la questione dei generi, proprio 20 anni dopo la prima uscita di Pulp Fiction, stracultone che ha rivoluzionato il modo di fare e pensare al cinema. Ci sono le fan di Tim Roth, un bodyguard bolognese che controllava appositamente la stanza di Quentin, pareri illustri di critici come Marco Giusti e di autori come Pasquale Squitieri e Giulio Questi. E poi la splendida Maria de Medeiros che 20 anno dopo Tarantino, torna a recitare con un altro "bad boy" degli anni 90: Abel Ferrara, amato follemente dallo stesso Quentin. Poi c'è una giovane fan, dispiaciuta per il suo misero 38 di piedi, quando- e lo sanno proprio tutti- al feticista Tarantino piacciono le taglie larghe, quelle con almeno un 42- vedi uma Thurman-.

E infine ci sono loro, gli Angolisti. Storie di ragazzi ossessionati dal cinema- ma non solo- capaci di appostarsi ore e ore, nell'attesa anche solo di un cenno, di un saluto o di una firma da parte del Maestro. Naoto Tarantino- così pare che si firmi su facebook- è uno di questi. E' il fan numero 1 di Tarantino, ma questa è un'altra storia che merita un capitolo a parte. Forse!

vi racconto il noir in 6 minuti (dura lex sed lex)


Qui mi cimento in quello che è forse il genere che più mi affascina o almeno ci provo e poi anche apro una piccola parentesi sulle presidenziali americane, dove tra lady Clinton e  mr Trump, non saprei proprio chi scegliere...certo, sarebbero una straordianria coppia noir, degna dei 2 protagonisti di House of cards...