lunedì 1 febbraio 2010
Draft Performing videoart and music 2010 Bologna by Silvia Grandi
Finalmente qualcosa di very interesting a Bologna...
A riprendere l'evento organizzato da Silvia Grandi, docente del Dams, le telecamere di Format Live e l'evergreen Stefanino Cavedoni...ci sono anche i Marlene Kuntz!
venerdì 11 dicembre 2009
Incontrando Pasquale Squitieri- by Walter Ciusa
La filmografia di Micheal Moore secondo Squitieri: "ininfluente" e il dubbio ti rimane, ma sara' tutto vero?
E "Il Divo"? "Il Divo è un crimine"....
E il Cinema italiano? "Il Cinema italiano è morto perche' non ci sono piu' i generi"
Quando e perche' muore il mercato? "Il mercato muore perche' i registi si fanno corrompere dalla televisione".
"L' unico film che mi è piaciuto di questa mostra è il film di Asia Argento, perche' è un film in evoluzione"
PS: ho creato una playlist, quindi il filmato è visualizzabile senza pause....
giovedì 3 dicembre 2009
venerdì 13 novembre 2009
Les Bodyguards- Venice Film Festival 2009!
Terzo anno consecutivo a Venezia, e terzo anno con Maurizio il "bodyguard bolognese"...c'è anche Giuseppe, collega siciliano e sullo sfondo non piu' l' Excelsior, ma l'incredibile Des Bains...
E ci sono anche io, questa volta davanti alla MDP!
lunedì 9 novembre 2009
Vladimir Luxuria al Gender Bender 2009
Ho iniziato a collaborare con quel simpatico signore di mezza eta' che si chiama Stefano Cavedoni,
su un progetto idea di 4 anni fa'- Format Live-. Riattualizzato per il web, ecco on line uno dei primi episodi!
giovedì 29 ottobre 2009
Piero Marrazzo
Si parla tanto di Marrazzo...questa è sicuramente una delle ultime uscite video prima del fattaccio! Ad avvicinarlo Stefanino Cavedoni, fondatore del gruppo demenziale "Skiantos" e ovviamente le telecamere di ATYPICALMOVIE.
"Che Paese vecchio, che è questo : si fa politica con i presunti "scandali sessuali" ... gli harem di Silvio Berlusconi ... i travestiti di Piero Marrazzo ... i benpensanti si scandalizzano (quello "sbagliato" è sempre l'avversario politico) ma non si perdono una parola e un'immagine di questi "casi".
Che doccia fredda dev'essere stato quest'ultimo episodio, per i vertici piddini che sudano dal mattino alla sera per darsi la cera di un partito centrista (...) un pacchetto buono per la famiglia-tipo itaGliana (conservatrice) : proprio alla vigilia della elezione del segretario.
Il Governatore della Regione Lazio era (da anni) frequentatore di alcuni trans della Cassia ... è stato ripreso in un paio di filmini hardcore - con una videocamera nascosta - quindi ricattato da quattro carabinieri e da uno degli amanti ... dice Natalie (uno dei compagni abituali del Presidente e il cui ruolo nella vicenda è ancòra da accertare con chiarezza)"
FROM: correndosullorlodelboccale
TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA' A PIERO MARRAZZO...
giovedì 22 ottobre 2009
VENICE FILM FESTIVAL 2009- REPORTAGE
10 minuti di reportage dal Film Festival
10 minuti in compagnia di Giulio Questi, Tinto Brass, Todd Solondz, Pasquale Squitieri, Andrea Romeo, Anselma Dell'Olio...
e questa volta si vede anche il mio faccione, per la prima volta direi!
Special Thanks all'amico Davide Sannazzaro, ottime riprese e contributo al montaggio...
venerdì 2 ottobre 2009
Il "Divo" di Sorrentino è un crimine...Ecco cosa ne pensa Pasquale Squitieri
«Il cinema fatto dallo Stato è segno di degrado ed inevitabilmente crea censura. Io ho realizzato "Claretta", "Il prefetto di ferro", "Atto di dolore", film che hanno fatto discutere e che mai avrei potuto fare con lo Stato».
Eppure in Francia il cinema con i finanziamenti statali è possibile.
«La Francia è monoculturale. Ha una capitale, Parigi. Racine è indiscusso. Invece da noi Manzoni non è l'Italia. Non abbiamo una sola capitale. Tutte le città italiane, come ogni capitale, vogliono una università, un aeroporto e uno zoo. Io ne ho contati, in tutto il Paese, 36, di poveri animali che si mangiano tra di loro. Il problema è che questo non è un Paese unito».
E i festival del cinema sono tanti quanti gli zoo?
«Molti, molti di più. Roma, Milano, Napoli, i principali sono 76. In tutti gli Stati Uniti ce ne sono dieci, e dieci anche in Francia. In Gran Bretagna due, come in Spagna, in Giappone solo uno. E Questa è l'unità d'Italia. Parlando della Festa del Cinema di Roma non mi sembra logico distribuire 17 milioni di euro su Roma. Con questi soldi si possono fare dei film, anche perché oggi un film, come "I pugni in tasca", costerebbe la metà della metà».
Cosa sarà della Festa del Cinema di Roma?
«Gestire una comunità significa gestire delle priorità. Se un figlio ha fame non possiamo comprargli la bicicletta. Oggi la situazione è difficile. Io ho una idea. A meno che... bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga uguale, nel qual caso me ne tornerò al mio posto, ho l'idea di una Festa come un sogno lungo un giorno. Ho pensato di chiedere a dieci grandi registi, di fama internazionale, e qualcuno l'ho già contattatto, di girare un film su Roma, un omaggio e un atto d'amore verso Roma. Questa potrebbe essere una chiave, trovando il modo che questi film vengano proiettati nel giorno dei David di Donatello, coinvolgendo i David. Un qualcosa che appaia come un atto d'amore per Roma».
E le tante persone attratte dalla manifestazione?
«Ma oggi a nessuna capitale del mondo interessa portare tanta gente in strada, sono contrario alla banalizzazione della cultura. Oggi io alla sinistra direi: non siete voi gli stessi che negli anni '70 bloccaste il Festival di Venezia e oggi difendete i divi americani? Abbiamo rinunciato a tutto per farci una foto con DiCaprio? Abbiamo registi eccezionali: Bellocchio, Amelio, Virzì, Faenza: il suo "I viceré" andava promosso con più forza».
Il cinema è una grande industria del nostro Paese, che dà lavoro a tantissimi ottimi artigiani, c'è una ricetta per rilanciarlo?
«Prima di tutto partendo dalla Scuola del cinema, che non può essere affidata a un sociologo, per fare cinema serve energia, forza. Ai miei tempi venne dato l'incarico ad un uomo eccezionale: Alfredo Bini, produttore di film di Pasolini, che era tutti i giorni in prima linea per il buon funzionamento della scuola, con lui si sono formati ottimi artisti. L'hanno cacciato via quando è caduto il governo Berlusconi. Poi in secondo luogo serve una legge per il cinema, che crei il mestiere del produttore, in maniera che i film vengano realizzati in parte dai privati, in parte dallo Stato, per esempio le opere prime, perché quello è un dovere dello Stato. E poi un premio per l'incasso, che oggi è molto basso, è un premietto, bisogna aumentarlo».
venerdì 25 settembre 2009
Pasquale Squitieri: "Tutti in quota"
mercoledì 23 settembre 2009
Squitieri e il de profundis del Cinema italiano
Sempre efficace e tagliente Pasquale Squitieri. Lucido nelle analisi, preciso nelle soluzioni. "In Italia ci sono 2500 Festival, negli Stati Uniti 6, in Francia 4, ecc. Spendiamo 18 milioni per il Festival di Roma per far fare bella figura a Veltroni, che si fa' fotografare con la Kidman. E il cinema italiano? Non c'è piu'! Il nostro grande cinema viveva quando era affidato ai privati, ai Cristaldi, ai Rizzoli, ecc". Squitieri fece una polemica nel 1980 con Antonioni proprio a Venezia sulla fuga dei grandi registi italiani dal Cinema alla TV. "E' proprio la Tv che si e' mangiata il mercato"...
La sua proposta di legge da senatore di AN- 94/97- "Lo Stato deve occuparsi del Cinema dei Giovani, le opere prime, e in secondo luogo deve garantire la Distribuzione delle pellicole". ...eccc












