martedì 23 giugno 2009

Henry Miller: about New York

"Quando penso a New York ho una sensazione diversa, molto diversa. New York fa' sentire anche al ricco che egli non conta nulla. New York e' fredda, scintillante crudele. Gli edifici ti dominano. C'è una specie di frenesia atomistica nell'attività; tanto piu' frenetico, tanto piu' sminuito lo spirito. Un fermento continuo, ma potrebbe benissimo avvenire in una provetta. Nessuno ne sa lo scopo. Nessuno indirizza l'energia. Stupendo. Bizzarro. Sconcertante. Una terribile spinta reattiva, ma assolutamente priva di coordinazione. Quando penso a questa citta', dove sono nato e cresciuto, questa Manhattan di cui canta Whitman, una rabbia cieca, incandescente, mi sfiora le budella. New York. Le prigioni bianche, i marciapiedi brulicanti di vermi, le fila del pane, gli spacci d'oppio costruiti come palazzi, gli sporchi ebrei che ci sytanno dentro, i lebbrosi, sicari, e sopra tutto, l'ennui, la monotonia dei volti, strade, gambe, case, grattacieli, pasti, manifesti, mestieri, delitti, amori"...
("Tropico del cancro")

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma un'video e New York che bello

Walter ha detto...

Grazie, W Milller!!!