giovedì 9 ottobre 2008

Un bodyguard al Venice Film Festival


Chiusura speculare a quella del 2007, sempre in compagnia di Maurizio Bodyguard e sempre nei pressi dell'Excelsior. 10 giorni di duro lavoro, 10 giorni di follia, in compagnia di Vips and Freaks di ogni genere, Maurizio non risparmia nessuno: "Lubamba è un puttanone, ha questa sua pelle che è acida e fà un brutto odore- a dire il vero a me personalmente è proprio simpatica-". E poi: "Mickey Rourke è il classico drogato, alcoolizzato, è poi molto imbruttito rispetto ai films passati". Ce ne è anche per i colleghi:" Preferisco stare qua, ci sono un sacco di miei colleghi in discoteca, che si sono ribaltati il fegato". Ma non è finita qui:" C'è il mio amico domenicano, questo sì che scopa di brutto". E poi ancora: "Ieri è arrivato Rourke con 2 fighe, sono tornate giù sconvolte". Atypicalmovie è soprattutto questo, uno sguardo unico e personale sulle cose, un approccio dinamico, non mediato, un angolo di visuale come non avete mai visto!

sabato 4 ottobre 2008

GREGORIO NAPOLI: Conclusioni finali dal Venice Film Festival


Abbiamo iniziato con il bravo critico palermitano Gregorio Napoli, chiudiamo con lui proprio davanti all'Excelsior. Gregorio tira le somme di un Festival difficile, vuoi la concorrenza con altri Festival, vuoi qualche scelta sbagliata, vuoi lo sciopero degli sceneggiatori negli States...ma il giudizio è positivo, come ci sembra equilibrato il cappello introduttivo di Gregorio.
"E' un momento di riflessione della Settima Arte, non si trovano facilmente dei capolavori...Ho l'impressione che il Direttore Muller abbia ben saputo amalgamare il tema dell'Evoluzione Sociale, il tema dell'Intimismo, il tema della ricerca figurativa nel film di Kitano e ne " Il Seme della discordia", che non è stato capito...invece è un film informale, pop, ricco di cultura figurativa, che purtroppo la critica italiana, anche quella giovane, non ha saputo intuire e capire...Il tema centrale, che è quello della bioetica, dell'inseminazione artificiale (Il Seme della Discordia, appunto), viene riportato in un canale poetico, non in un canale piattamente televisivo, come i dibattiti che noi vediamo ogni sera sul piccolo schermo; questa è la grandezza del film di Corsicato".
Poi c'è anche spazio per una mia constatazione, sul Cinema, sulla Cultura, su Napoli. E' una cosa che mi chiedo da un po' di tempo...Perchè Napoli torna così alla ribalta, e perchè- soprattutto in Italia- la Poetica del conflitto sembra l'unico modo per produrre Cultura in questo Paese vecchio e superconformista?