giovedì 18 dicembre 2008

Caterina Murino

Il nome di Caterina Murino è sinonimo di bellezza e bravura. E' l’attrice italiana del momento e al suo attivo ha ben otto film girati in due anni, e stiamo parlando di grandi produzioni cinematografiche internazionali. In questi giorni è stata la testimonial del nuovo Playboy italiano e tanti giornali le hanno dato grande risalto. Così possiamo certamente dire che ormai è una vera stella del grande schermo.

Dopo aver avuto visibilità internazionale nel ruolo di Bond girl nell’episodio di 007 ‘Casino Royale’ Caterina ha fatto parlare di sé con ‘The Garden of Eden’, film importante tratto da un romanzo di Hemingway in cui c'è pure un bacio saffico con Mena Suvari.

A proposito del bacio la Murino aveva sottolineato qualche tempo fa: “Tutti mi parlano di questo bacio saffico. Con Mena ci siamo divertite. Quel bacio non lo trovo forte ma dolce. Se devo baciare sullo schermo un uomo o una donna non c'è alcuna differenza.”

E anche nell'intervista al magazine del Corriere della Sera la Murino torna a commentare quella scena che tanto ha fatto parlare i media. Caterina dice di essere d'accordo con Marlene Dietrich che affermava di essere andata a letto indifferentemente con uomini e donne raccontando che con le donne è più bello ma con gli uomini si vive meglio. Anche se la Murino sottolinea: “Sono d’accordo con la Dietrich. Anche se io non ho fatto, a proposito di uomini e donne, quello che ha fatto Marlene Dietrich!”

Di lei George Clooney commentando 007 Casino Royale aveva detto: “Ho proprio invidiato il mio amico Daniel Craig e non nascondo che avrei voluto essere io al suo posto nella scena in cui abbraccia Caterina, fasciata in un sontuoso abito rosa di seta, dopo averla sedotta nella sua camera da letto”.

Eppure qualche settimana fa a Cosmopolitan la Murino aveva ammesso: “Con gli uomini va proprio male, si comportano con troppa leggerezza e l’idea di impegnarsi li terrorizza”. E' davvero il contrario di quanto ci saremmo potuti aspettare da una donna del suo fascino! Ma lei aveva aggiunto: “Forse posso sembrare aggressiva. Ma sono dodici anni che vivo fuori casa e ho dovuto imparare a badare a me stessa”.

Al Magazine del Corriere la bella attrice spiega anche come è iniziata la sua carriera cinematografica: “Arrivo quinta a Miss Italia nel 1997. Torno a Milano e arrivo duecentosettesima (ne entravano duecento) al test di ammissione a medicina. Faccio la modella, divento letterina, che mi faceva letteralmente schifo. Mi innamoro del teatro e comincio a studiare da Francesca De Sapio a Roma. Faccio una marea di provini. Così, senza curriculum, mi sono presentata a tutti i registi italiani: “Buongiorno, vorrei fare l’attrice”. Il solo che mi fece un vero provino fu Dino Risi. L’unica persona che mi ha dato fiducia”.

E quando si parla della sua bellezza veniamo a scoprire che al Murino non vorrebbe essere la nuova Bellucci, ma assomigliare piuttosto alla Cardinale e a Sophia Loren: “Sono dive straordinarie e credo che non arriverò mai a quei livelli. Anche perché hanno avuto la loro carriera in un periodo e in un cinema molto diversi da oggi”.

Ma al Corriere rivela anche una curiosità: “Ero abbastanza brutta da piccola, tendente obeso. Ho sclerato tanto. Facevo danza classica ed ero una cicciobomba cannoniere. Mi prendevano molto in giro. Anche adesso non vivo con uno specchio in mano. La piccola Caterina è rimasta sempre la stessa, quella che è stata ferita allora. Perché i bambini sanno essere feroci”.

lunedì 17 novembre 2008

MARCO GIUSTI AL VFF


Incontro Marco Giusti al 4' giorno del Festival!

"Un Festival di vecchi, con film fatti da vecchi, magari il cinema è anche diverso".....
A 20 anni qualsiasi Festival sembrava una cosa fantastica. Io mi ricordo che a 20 anni vedevo tutto, dormivo solo 3 ore. Ora è diverso, hai tutto, hai i DVD. E' diverso il cinema, i formati con cui si usufruisce della visione. Una volta si riusciva a parlare con George Cukor, Cannes è peggio, più il Festival è piccolo, più riesci a toccare Quentin Tarantino, Frank Miller, David Lynch, e quindi a innamorarti del Cinema che è l'unica vera missione del cinephile. I film in concorso sono una cosa, le retrospettive una cosa, gli eventi una cosa, i film a mezzanotte un'altra cosa. Per esempio in questo Festival la cosa più carina è il film di Jose Mojica Marins " Encarnação do Demônio", un grande horror di un autore- attore del terzo mondo, qui completamente ignorato, un super-horror che devi vedere qui. Quello che idealmente aveva inventato Ungari qui a Venezia e anche a Massenzio, fare del cinema tanti eventi (Hitchcock che non hai mai visto...)e noi ancora qui abbiamo questo modello qua....
Io ad esempio amavo
John Ford, adesso il ragazzo ama l'horror, poi c'è una middle class di cinephiles diciamo alla "CIAK", che si bevono Charlize Theron, si bevono queste cose qui, però è chiaro che ci sono degli estrimismi nel cinema. Andiamo a vedere tutti quanti "Arcana", uscito solo 2 giorni nel 73, queste sono le cose che il cinephile nuovo ama. In generale c'è un cinefilo un po'più inutile, però anche il cinema è più brutto, meno forte, meno interessante. Il film come quello di Opzetek, un buon cinema medio italiano od americano, un tempo a chi sarebbe interessato. Ieri stavo intervestando Paolo Benvenuti su "Puccini", e gli ho chiesto "Secondo te c'è un legame tra il cinema western e Puccini?"E lui "Ah sì c'è quel film con Dean Martin, uno che spara...come quel film con Dean Martin, è "Un dollaro d'onore". E Benvenuti mi ha chiesto chi è il regista. Paolo, io dovrei prendere e andarmene subito, io non posso accettare che un regista non sappia chi è Howard Hawks...Una conversazione che feci con Quentin Tarantino, a Nizza adesso, su John Ford......Per Tarantino, Ford è stato sopravvalutato e il più grande regista del mondo è Sergio Leone e su questo si è aperto un dibattito...il punto è, lui è più giovane di me, avrà 7 anni di meno, credo, e questa cosa cambia completamente il modello di cinema da amare che ti ha formato. In fondo siamo quello che si vede e si ama quando abbiamo tra i 9 e gli 11 anni, il resto è secondario. Io amo film assurdi che vanno dal 66 al 68. Su questa cosa si apre il dibattito su cosa è la cinefilia adesso o che cosa era prima....

lunedì 10 novembre 2008

Caterina Murino incontrata al Venice Film Festival


"L'INTERVISTA"
W: Come ci si sente nei panni della nuova Sophia Loren? Ti senti un po' investita di questo ruolo così importante?
C: No, non potrei mai.
W: Quindi sei molto modesta?
C: No, non è modestia, non potrò mai sognare di diventare Sophia Loren e nemmeno di assomigliarle un minimino.
W: Ma ce l'hai lo spirito della madrina, sai che Sophia Loren
è una sorta di madrina italiana all'estero. Vorresti ambire a diventare questo?
C: Credo che lo sono già, perchè non vivo in Italia, vivo in Fr
ancia, per questo lo sono già.
W: cosa ti manca dell'Italianità in Francia, ti manca qualcosa?
C: no.
W: motivo?
C: sto bene in Francia perchè ho fatto una scelta, una scelta un po' forzata e adoro la Francia
W: quindi hai seguito un po' Monica Bellucci?
C: assolutamente no, ognuno ha la sua vita e la propria carriera!
W: quindi un percorso atypico il tuo...ti senti un po' atypica in questo?
C: molto atypica in tutto!
W: quali sono i princi
pi fondamentali della tua atypicità?
C: sono sarda e a parte Maria Carta, credo non ci sia nessuna attrice sarda nella storia del Cinema Italiano...(continua)...








O
tto nuovi film per Cate
rina Murino, ex bond girl insieme a Eva Green, accanto a Daniel Craig nell'episodio di James Bond, Casino Royale. La carriera per la giovane attrice da quel momento è decollata, tanto che ormai vive stabilmente a Parigi, si sente un'attrice internazionale e dice sicura di sé: "All'estero sanno chi sono".
Della sua vita in Francia racconta come vi si è stabilita: "Nel 2003 grazie alla mia cocciutaggine, non parlando il francese, ho avuto la parte ne "Il bandito corso" con Jean Reno, dopo che erano state scartate quattro attrici italiane che parlavano la lingua" ; mentre dell'Italia prova un certo imbarazzo a parlare, soprattutto dell'argomento a lei più caro, il cinema.

Di fronte alla parola cine-panettoni la sua reazione è: "Ho difficoltà a parlare di cinema per i cine-panettoni, in Francia non esistono. Lì il governo aiuta i registi, lì arriva il cinema da tutto il mondo (e pochi dall' Italia, non sappiamo esportare le storie) - e prosegue come un fiume in piena - lì c'è un'industria e niente ingerenze politiche. In Italia bisogna vincere un David per poter continuare a lavorare, devi avere punti per trovare finanziamenti, se non vinci un premio non ti danno punti. Così hai attori non giusti con la raccolta punti tipo Mulino Bianco. Allucinante".
Anche per la fiction non ha parole meno dure: in uno dei prossimi film, Made in Italy di Stéphane Giusti reciterà la parte di un'attrice di fiction italiana e a tal proposito afferma: "Non esistono queste cose in Francia. Che tristezza per le attricette raccomandate da Berlusconi a Raifiction. Se quello è il vertice...".

Caterina Murino filmografia
Caterina Murino website

PS: E' scontato dire che siamo d'accordo con Caterina: per gli atypici il cinema italiano è morto- con la morte dei generi è morta l'industria-. Esistono dei casi, e solo di casi trattasi, come la Fandango, o i films di Sorrentino e Garrone...e c'è anche Caterina nel film di Zanasi "Non Pensarci" e ne "Il seme delladiscordia" di Pappi Corsicato!





mercoledì 5 novembre 2008

TINTO BRASS




Giornata di chiusura del Festival, questa volta in compagnia dell'amico psicologo- sassofonista Stefano Scippa. Arriviamo alle 15 quando stanno già sbaraccando tutto. Peccato, nelle mie intenzioni c'era l'idea di portare a casa una qualche altra intervista. Detto e fatto! Mastro Brass gironzolava in compagnia, destinazione Hotel Excelsior. Gli giro intorno e in un nano secondo devo decidere come agganciarlo.
Regola numero 1: "Non essere scontato e banale"
Regola numero 2: "Omaggiare il Maestro"- sono un suo fan-.
Attacco con Bob Guccione, produttore di Caligola e alter ego di Brass. Poi è la volta del grande Kim Arcalli, montatore che rivoluzionò il cinema italiano e anche collaboratore di Brass all'inizio degli anni 60. Inevitabile la domanda sulla qualità di questa 65 esima edizione. Inevitabile la risposta del Maestro: "C'è una deriva progressiva verso la catastrofe totale"e per il Maestro che fu anche allievo del grande Luchino Visconti- e si vede- Morte a Venezia è il vero leit motiv di critici, cineasti e addetti ai lavori che non si riconoscono con le scelte del direttore Muller. Ma c'è anche Caterina Varzi, la nuova musa di Brass, protagonista del prossimo "Ziva", il film che sarà interamente girato in un faro...

martedì 4 novembre 2008

PATRIZIA PELLEGRINO




Riesumata dall'Isola dei famosi è tornata a far parlare di sè, ma questo, almeno per noi atypici, non è importante. La Pellegrino è soprattutto un idolo per le geneazioni di 35-40 enni cresciuti a Pane e "Blitz". Ha deliziosamente accompagnato i nostri primi momenti di intimità. E questo non è poco. Il Meganoide- un amico da me così ribattezzato per la sua passione per Daitarn e Goldrake- aveva una immensa collezione di giornaletti , che sotto pressione della madre- una specie di Signora Rottermayer- fu costretto a nascondere. Ma dove? Il Meganoide simulò di gettare i giornaletti nella spazzatura, poi tornò sui suoi passi e sotterrò questo ben di Dio in un prato nelle vicinanze di casa sua. Wow, un migliaio di riviste tra cui Blitz, Le Ore, L'Intrepido, ma anche le copertine con Nadia Cassini, Carmen Russo, Barbara Bouchet, Edwidge Fenech...L'anno scorso il Meganoide ha deciso di riesumare il tesoro nascoto, insieme ai Vecchi Amici. Muniti di vanga abbiamo scavato e, miracolo, le copie erano ancora intatte. C'era anche una copia con Patrizia Pellegrino in copertina! WOW!
PS: nella foto è ritratto il Meganoide

sabato 1 novembre 2008

C'era una volta Mario Monicelli




Non è propriamente quella che si possa definire una grande intervista, anzi; ma stavolta non mi sembrava proprio il caso di infastidire il Maestro nella sua tradizionale passeggiatina serale. In questa breve chiacchierata Monicelli si sofferma sulla necessità di tornare alla vita familiare, al cinema a conduzione familiare- Avati ne converrebbe- anche se, diversamente da altri, è anche interessato ai grandi temi nazionali proposti dai 2 grandi assenti alla Mostra del Cinema: Garrone e Sorrentino.
Una curiosità: si sente la voce del Bufalo- mio compagno di s-ventura- in sottofondo. Era ora! Ci voleva proprio il carisma del Maestro Toscano per eludere il tipico "sguardo altrove" del Bufalo. Chi lo conosce sa a cosa mi riferisco, e per chi non lo conoscesse...

«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»



PS: ottimi gli Internet Point veneziani
PS bis: non ho proprio tempo per soffermarmi sui tanti films di Monicelli che ho amato...E' uno dei miei autori italiani preferiti, dietro al più grande di sempre- Dino Risi-.

giovedì 9 ottobre 2008

Un bodyguard al Venice Film Festival


Chiusura speculare a quella del 2007, sempre in compagnia di Maurizio Bodyguard e sempre nei pressi dell'Excelsior. 10 giorni di duro lavoro, 10 giorni di follia, in compagnia di Vips and Freaks di ogni genere, Maurizio non risparmia nessuno: "Lubamba è un puttanone, ha questa sua pelle che è acida e fà un brutto odore- a dire il vero a me personalmente è proprio simpatica-". E poi: "Mickey Rourke è il classico drogato, alcoolizzato, è poi molto imbruttito rispetto ai films passati". Ce ne è anche per i colleghi:" Preferisco stare qua, ci sono un sacco di miei colleghi in discoteca, che si sono ribaltati il fegato". Ma non è finita qui:" C'è il mio amico domenicano, questo sì che scopa di brutto". E poi ancora: "Ieri è arrivato Rourke con 2 fighe, sono tornate giù sconvolte". Atypicalmovie è soprattutto questo, uno sguardo unico e personale sulle cose, un approccio dinamico, non mediato, un angolo di visuale come non avete mai visto!

sabato 4 ottobre 2008

GREGORIO NAPOLI: Conclusioni finali dal Venice Film Festival


Abbiamo iniziato con il bravo critico palermitano Gregorio Napoli, chiudiamo con lui proprio davanti all'Excelsior. Gregorio tira le somme di un Festival difficile, vuoi la concorrenza con altri Festival, vuoi qualche scelta sbagliata, vuoi lo sciopero degli sceneggiatori negli States...ma il giudizio è positivo, come ci sembra equilibrato il cappello introduttivo di Gregorio.
"E' un momento di riflessione della Settima Arte, non si trovano facilmente dei capolavori...Ho l'impressione che il Direttore Muller abbia ben saputo amalgamare il tema dell'Evoluzione Sociale, il tema dell'Intimismo, il tema della ricerca figurativa nel film di Kitano e ne " Il Seme della discordia", che non è stato capito...invece è un film informale, pop, ricco di cultura figurativa, che purtroppo la critica italiana, anche quella giovane, non ha saputo intuire e capire...Il tema centrale, che è quello della bioetica, dell'inseminazione artificiale (Il Seme della Discordia, appunto), viene riportato in un canale poetico, non in un canale piattamente televisivo, come i dibattiti che noi vediamo ogni sera sul piccolo schermo; questa è la grandezza del film di Corsicato".
Poi c'è anche spazio per una mia constatazione, sul Cinema, sulla Cultura, su Napoli. E' una cosa che mi chiedo da un po' di tempo...Perchè Napoli torna così alla ribalta, e perchè- soprattutto in Italia- la Poetica del conflitto sembra l'unico modo per produrre Cultura in questo Paese vecchio e superconformista?

giovedì 25 settembre 2008

ENRICO MAGRELLI NON E' UN FREAK: peccato!


Carissimo Magrelli è il mio fastidiosissimo attacco al critico, ex enfant prodige di Filmcritica- esordio nel 1976 con recensione su Adele H-; Magicamente Magrelli sarà la chiusura di una non intervista, di una non conversazione con tanto di mis-understanding. Ma perchè il nuovo braccio destro del bravo Muller era così seccato? L'ultimo giorno davanti al "Des Bains" si tiravano le somme di un Festival così forse ingiustamente criticato e il Tribunale d'Inquisizione era già sul piede di guerra contro Muller and Company- compreso Magrelli-. Agli Atypici, Muller piace per le scelte coraggiose del passato- retrospettive sul western, sul cinema di genere e Tarantino, molto Tarantino- e per qualche buon film in concorso quest'anno- The Wrestler, Encarncao do demonio, Arcana, Vegas: based on a true story, ecc. Gli si può rimproverare Wenders come "Presidente di giuria"- lo era già stato a Torino con Moretti-, il Premio Bianchi a quella cariatide vetero-ideologica di Montaldo- in futuro si saprà perchè-, forse Opzetek, ma come dice GIUSTAmente Giusti, piace al pubblico medio che si beve Ciak e cazzate varie- il cinema è purtroppo anche questo- . Torniamo al nostro compassato e gentile Magrelli - che è anche ideatore e conduttore di Hollywood Party/ Rai3- e al nostro atypical mood di approcciare i VIPS. Questo gentil rifiuto di Enrico ci ha preso in contropiede, noi abituati ad essere o accettatti o mandati a fanculo. Magrelli non è quindi un freak, come la maggior parte dei critici di un certo livello, che avrebbero scelto l'opzione a) o la b). La mia è una semplice constatazione cui sono arrivato dopo anni di Festival: Enrico Ghezzi, di cui sto leggendo la magnifica monografia su Kubrik, ha seri problemi di deambulazione e solipsismo. Marco Giusti, con l'amico-rivale in difficoltà, è ormai il principale punto di riferimento di giovani critici, Movie Brats, cinefili, ecc, ma nonostante l'enorme successo- da Blob a Stracult, il dizionario sul Western, ecc ecc- continua a balbuziare. Tatti Sanguineti, figura eclettica a metà strada tra critica, recitazione, TV, saggistica, è un Freak- ve lo posso assicurare-. E poi Freccero, Steve Della Casa e il labbro leprino, Gregorio Napoli e l'apparecchio acustico, ecc....Rimane Magrelli, l'unico a non avere un difetto, un tic o una semplice patologia. PERCHE'????????
A proposito, io ho i piedi piatti, e 2 filtri nel naso per una rinoplastica non riuscita!!!

Segnalazioni: su Scaglie si parla di "Freaks"
dal Contenebbia de "La Grande Abbuffata"

venerdì 19 settembre 2008

Marco Giusti


Incontro Marco Giusti al 4' giorno del Festival!

"Un Festival di vecchi, con film fatti da vecchi, magari il cinema è anche diverso".....
A 20 anni qualsiasi Festival sembrava una cosa fantastica. Io mi ricordo che a 20 anni vedevo tutto, dormivo solo 3 ore. Ora è diverso, hai tutto, hai i DVD. E' diverso il cinema, i formati con cui si usufruisce della visione. Una volta si riusciva a parlare con George Cukor, Cannes è peggio, più il Festival è piccolo, più riesci a toccare Quentin Tarantino, Frank Miller, David Lynch, e quindi a innamorarti del Cinema che è l'unica vera missione del cinephile. I film in concorso sono una cosa, le retrospettive una cosa, gli eventi una cosa, i film a mezzanotte un'altra cosa. Per esempio in questo Festival la cosa più carina è il film di Jose Mojica Marins " Encarnação do Demônio", un grande horror di un autore- attore del terzo mondo, qui completamente ignorato, un super-horror che devi vedere qui. Quello che idealmente aveva inventato Ungari qui a Venezia e anche a Massenzio, fare del cinema tanti eventi (Hitchcock che non hai mai visto...)e noi ancora qui abbiamo questo modello qua....
Io ad esempio amavo
John Ford, adesso il ragazzo ama l'horror, poi c'è una middle class di cinephiles diciamo alla "CIAK", che si bevono Charlize Theron, si bevono queste cose qui, però è chiaro che ci sono degli estrimismi nel cinema. Andiamo a vedere tutti quanti "Arcana", uscito solo 2 giorni nel 73, queste sono le cose che il cinephile nuovo ama. In generale c'è un cinefilo un po'più inutile, però anche il cinema è più brutto, meno forte, meno interessante. Il film come quello di Opzetek, un buon cinema medio italiano od americano, un tempo a chi sarebbe interessato. Ieri stavo intervestando Paolo Benvenuti su "Puccini", e gli ho chiesto "Secondo te c'è un legame tra il cinema western e Puccini?"E lui "Ah sì c'è quel film con Dean Martin, uno che spara...come quel film con Dean Martin, è "Un dollaro d'onore". E Benvenuti mi ha chiesto chi è il regista. Paolo, io dovrei prendere e andarmene subito, io non posso accettare che un regista non sappia chi è Howard Hawks...Una conversazione che feci con Quentin Tarantino, a Nizza adesso, su John Ford......Per Tarantino, Ford è stato sopravvalutato e il più grande regista del mondo è Sergio Leone e su questo si è aperto un dibattito...il punto è, lui è più giovane di me, avrà 7 anni di meno, credo, e questa cosa cambia completamente il modello di cinema da amare che ti ha formato. In fondo siamo quello che si vede e si ama quando abbiamo tra i 9 e gli 11 anni, il resto è secondario. Io amo film assurdi che vanno dal 66 al 68. Su questa cosa si apre il dibattito su cosa è la cinefilia adesso o che cosa era prima....

giovedì 18 settembre 2008

GIORGIO LEOPARDI: un producer al Venice Film festival


"Non c'è più il cinema (pausa) Il Cinema, come la musica, la pittura e le altre Arti, è un arco che va dal film di Mario Merola, al film di Bertolucci, al film di genere, 350 film l'anno, fino al top di Antonioni (pausa). Il Cinema è finito perchè non ci sono più i generi!"- tratto dall'intervista a Pasquale Squitieri, Venice Film Festival 2007- ( e aggiungo io) E se mancano i generi non ci può essere l'industria!
La storia di Giorgio Leopardi sembra essere simile a quella dei produttori americani prima dell'avvento dei Paramount Decrees. Leopardi, proprietario di un centinaio di sale cinematografiche, è anche produttore in senso stretto, quindi controlla la testa e la coda della filiera industriale. Sì perchè non considerare il Cinema soprattutto un'industria, è proprio da folli. Ne è convinto anche il buon Giorgio che fà una attenta riflessione sulle difficoltà incontrate nei 20 anni e passa di di carriera in produzione. 50 films in attivo- tutto Nuti, Benvenuti, ma anche Avati e altri- e solo 1 film utilizzando il fondo, un vero record nella strana storia del cinema italiano. "Molti hanno fatto solo un film con i fondi dello Stato e poi hanno fatto sparire la Società"


Su SCAGLIE speciale sul Festival di Locarno- a cura di "Rapporto Confidenziale"

domenica 14 settembre 2008

CATERINA MURINO: la nuova Sophia Loren


"L'INTERVISTA"
W: Come ci si sente nei panni della nuova Sophia Loren? Ti senti un po' investita di questo ruolo così importante?
C: No, non potrei mai.
W: Quindi sei molto modesta?
C: No, non è modestia, non potrò mai sognare di diventare Sophia Loren e nemmeno di assomigliarle un minimino.
W: Ma ce l'hai lo spirito della madrina, sai che Sophia Loren
è una sorta di madrina italiana all'estero. Vorresti ambire a diventare questo?
C: Credo che lo sono già, perchè non vivo in Italia, vivo in Fr
ancia, per questo lo sono già.
W: cosa ti manca dell'Italianità in Francia, ti manca qualcosa?
C: no.
W: motivo?
C: sto bene in Francia perchè ho fatto una scelta, una scelta un po' forzata e adoro la Francia
W: quindi hai seguito un po' Monica Bellucci?
C: assolutamente no, ognuno ha la sua vita e la propria carriera!
W: quindi un percorso atypico il tuo...ti senti un po' atypica in questo?
C: molto atypica in tutto!
W: quali sono i princi
pi fondamentali della tua atypicità?
C: sono sarda e a parte Maria Carta, credo non ci sia nessuna attrice sarda nella storia del Cinema Italiano...(continua)...








O
tto nuovi film per Cate
rina Murino, ex bond girl insieme a Eva Green, accanto a Daniel Craig nell'episodio di James Bond, Casino Royale. La carriera per la giovane attrice da quel momento è decollata, tanto che ormai vive stabilmente a Parigi, si sente un'attrice internazionale e dice sicura di sé: "All'estero sanno chi sono".
Della sua vita in Francia racconta come vi si è stabilita: "Nel 2003 grazie alla mia cocciutaggine, non parlando il francese, ho avuto la parte ne "Il bandito corso" con Jean Reno, dopo che erano state scartate quattro attrici italiane che parlavano la lingua" ; mentre dell'Italia prova un certo imbarazzo a parlare, soprattutto dell'argomento a lei più caro, il cinema.

Di fronte alla parola cine-panettoni la sua reazione è: "Ho difficoltà a parlare di cinema per i cine-panettoni, in Francia non esistono. Lì il governo aiuta i registi, lì arriva il cinema da tutto il mondo (e pochi dall' Italia, non sappiamo esportare le storie) - e prosegue come un fiume in piena - lì c'è un'industria e niente ingerenze politiche. In Italia bisogna vincere un David per poter continuare a lavorare, devi avere punti per trovare finanziamenti, se non vinci un premio non ti danno punti. Così hai attori non giusti con la raccolta punti tipo Mulino Bianco. Allucinante".
Anche per la fiction non ha parole meno dure: in uno dei prossimi film, Made in Italy di Stéphane Giusti reciterà la parte di un'attrice di fiction italiana e a tal proposito afferma: "Non esistono queste cose in Francia. Che tristezza per le attricette raccomandate da Berlusconi a Raifiction. Se quello è il vertice...".

Caterina Murino filmografia
Caterina Murino website

PS: E' scontato dire che siamo d'accordo con Caterina: per gli atypici il cinema italiano è morto- con la morte dei generi è morta l'industria-. Esistono dei casi, e solo di casi trattasi, come la Fandango, o i films di Sorrentino e Garrone...e c'è anche Caterina nel film di Zanasi "Non Pensarci" e ne "Il seme delladiscordia" di Pappi Corsicato!





martedì 9 settembre 2008

TINTO BRASS al Venezia Film Festival 2008





Giornata di chiusura del Festival, questa volta in compagnia dell'amico psicologo- sassofonista Stefano Scippa. Arriviamo alle 15 quando stanno già sbaraccando tutto. Peccato, nelle mie intenzioni c'era l'idea di portare a casa una qualche altra intervista. Detto e fatto! Mastro Brass gironzolava in compagnia, destinazione Hotel Excelsior. Gli giro intorno e in un nano secondo devo decidere come agganciarlo.
Regola numero 1: "Non essere scontato e banale"
Regola numero 2: "Omaggiare il Maestro"- sono un suo fan-.
Attacco con Bob Guccione, produttore di Caligola e alter ego di Brass. Poi è la volta del grande Kim Arcalli, montatore che rivoluzionò il cinema italiano e anche collaboratore di Brass all'inizio degli anni 60. Inevitabile la domanda sulla qualità di questa 65 esima edizione. Inevitabile la risposta del Maestro: "C'è una deriva progressiva verso la catastrofe totale"e per il Maestro che fu anche allievo del grande Luchino Visconti- e si vede- Morte a Venezia è il vero leit motiv di critici, cineasti e addetti ai lavori che non si riconoscono con le scelte del direttore Muller. Ma c'è anche Caterina Varzi, la nuova musa di Brass, protagonista del prossimo "Ziva", il film che sarà interamente girato in un faro...

PATRIZIA PELLEGRINO al Venice Film Festival


Riesumata dall'Isola dei famosi è tornata a far parlare di sè, ma questo, almeno per noi atypici, non è importante. La Pellegrino è soprattutto un idolo per le geneazioni di 35-40 enni cresciuti a Pane e "Blitz". Ha deliziosamente accompagnato i nostri primi momenti di intimità. E questo non è poco. Il Meganoide- un amico da me così ribattezzato per la sua passione per Daitarn e Goldrake- aveva una immensa collezione di giornaletti , che sotto pressione della madre- una specie di Signora Rottermayer- fu costretto a nascondere. Ma dove? Il Meganoide simulò di gettare i giornaletti nella spazzatura, poi tornò sui suoi passi e sotterrò questo ben di Dio in un prato nelle vicinanze di casa sua. Wow, un migliaio di riviste tra cui Blitz, Le Ore, L'Intrepido, ma anche le copertine con Nadia Cassini, Carmen Russo, Barbara Bouchet, Edwidge Fenech...L'anno scorso il Meganoide ha deciso di riesumare il tesoro nascoto, insieme ai Vecchi Amici. Muniti di vanga abbiamo scavato e, miracolo, le copie erano ancora intatte. C'era anche una copia con Patrizia Pellegrino in copertina! WOW!
PS: nella foto è ritratto il Meganoide

venerdì 5 settembre 2008

TUTTI PAZZI PER MONICELLI


Non è propriamente quella che si possa definire una grande intervista, anzi; ma stavolta non mi sembrava proprio il caso di infastidire il Maestro nella sua tradizionale passeggiatina serale. In questa breve chiacchierata Monicelli si sofferma sulla necessità di tornare alla vita familiare, al cinema a conduzione familiare- Avati ne converrebbe- anche se, diversamente da altri, è anche interessato ai grandi temi nazionali proposti dai 2 grandi assenti alla Mostra del Cinema: Garrone e Sorrentino.
Una curiosità: si sente la voce del Bufalo- mio compagno di s-ventura- in sottofondo. Era ora! Ci voleva proprio il carisma del Maestro Toscano per eludere il tipico "sguardo altrove" del Bufalo. Chi lo conosce sa a cosa mi riferisco, e per chi non lo conoscesse...

«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»



PS: ottimi gli Internet Point veneziani
PS bis: non ho proprio tempo per soffermarmi sui tanti films di Monicelli che ho amato...E' uno dei miei autori italiani preferiti, dietro al più grande di sempre- Dino Risi-.

martedì 2 settembre 2008

Gregorio Napoli è uno dei nostri



Tutti i critici della blogsfera a parlare di questa presunta Morte a Venezia. Noi atypici, come sempre, fuori dal coro. In primis non abbiamo nulla in contrario verso grandi artisti come De Oliveira, Monicelli, ecc. E in secondo luogo pensiamo che l'astuto Muller abbia voluto concentrare tutte le vecchie cariatidi in questa edizione, per avere poi il campo libero nei prossimi 3 anni, aspettando i vari Sorrentino e Garrone e altri 40enni. Se lo aupica anche il bravo critico siciliano Gregorio Napoli- ospite fisso da Marzullo- che fà un sintesi dei primi 5 giorni di Festival, di cui ha apprezzato solo il 20% dei films. Gregorio ci parlerà anche del suo rapporto con Ciprì e Maresco. Stay Tuned!


THE OVERLOOK "HOTEL EXCELSIOR"





- Sarà che l'anno scorso sono rimasto intrappolato dentro all'Hotel Excelsior per 4 ore insieme all'amico cinefilo Alessandro Zanotti;
- sarà che i films in concorso non mi sembrano particolarmente interessanti;
- sarà che non avendo un'identità del tutto formata (vippologo o filmaker, critico o cazzone) trovo dentro a quel luogo ameno una sintesi di sensazioni e di possibilità veramente uniche;
- sarà che solo l'unicità di quel luogo può regalarci uno "sguardo che va oltre" al Festival...
quindi per le ragioni di cui sopra, non mi muoverò neanche per un istante dall' "Overlook Hotel Excelsior" e rimarrò insieme ai miei amici (nella foto) a raccogliere sensazioni e impressioni sul Festival del cinema. Indimenticabile per noi è stato Quentin Tarantino, immortalato nelle sue scorribande alcool-cinefile all'Hotel dalle telecamerine di Blob, quasi a segnare la Strada Maestra a Marco Muller, strada quest'anno disattesa per evidenti ragioni politiche e lobbystiche- Famiglia, Vaticano e via dicendo-. Ma Muller che è persona intelligente e capace, sa che la sua riconferma per 4 anni ha avuto un alto prezzo da pagare. Un Festival quindi di Transizione-transazione aspettando con fiducia- e dico con fiducia perchè in Muller bisogna credere- il prossimo anno che sarà fondamentale per capire dove ci porteranno le prossime edizioni. Poi c'è quel "cane da rapina" di Maurizio Bax, bodyguard e amico, che ci descrive l'approdo dei Vips all' Overlook Hotel Excelsior!
PS: intanto l'amico e blogger Bufalo si sta occupando della parte non proprio istituzionale del Festival, aspettando poi l'apertura del blog su Venezia.


mercoledì 25 giugno 2008

ABEL FERRARA

Sto riscoprendo Abel Ferrara- che adoro- quindi...........
THE DRILLER KILLER (recensione copiata e incollata dall'ottimo blog SCAGLIE)
di Abel Ferrara
(1978 USA 85’)

Primo film partorito dal talentaccio del duo maledetto Nicholas St. John/ Abel Ferrara, autori di due capolavori degli ultimi anni come “IL CATTIVO TENENTE” e “THE ADDICTION”.
Abel Ferrara è anche l’attore principale di questo suo secondo film come lo era anche del primo, il porno delirante NINE LIVES OF A WET PUSSY (per la cronaca ha interpretato anche il maniaco sessuale del suo terzo film L’ANGELO DELLA VENDETTA).
L’idea di cinema di Abel è estrema e volutamente disturbante, ma la sua geniale intuizione è sempre stata quella di cercare di raggiungere la purezza e la trascendenza trattando di ciò che comunemente viene considerato indecente e spregevole. Solo partendo dal basso si può raggiungere l’alto, lezione chiaramente derivata dal maestro Rainer Werner Fassbinder.
Infatti già da questo film censurato ovunque, il regista ha il coraggio di mostrare la singolare via di redenzione del suo protagonista, il pittore Reno, in crisi creativa e con grossi problemi economici. Mancano i soldi per l’affitto e le bollette, il rapporto con la fidanzata è un inferno, ed è così costretto a subaffittare parte del suo loft ad una banda di punk incallita, capace di suonare ininterrottamente a volumi e ritmi vertiginosi (i pezzi del film sono di Abel Ferrara, chitarrista ancor prima che regista) facendo così definitivamente perdere il lume della ragione a Reno, oltre alla capacità creativa.
Una sera, però, vedendo in televisione la pubblicità di un prodigioso trapano elettrico di ultima concezione Reno ha l’ispirazione creativa definitiva: creare opere d’arte mutilando dal vivo gli abitanti notturni delle strade di New York, usando questo sfavillante trapano come pennello riuscendo così allo stesso tempo a sfogare sanguinosamente tutta la sua più intima frustrazione e rabbia verso una società ripugnante. Il film si inserisce nel filone del cinema horror degli anni ’70 e non è esente da siparietti erotici chiaramente inseriti per accontentare la produzione e i gusti bassi del pubblico onanista.
Assolutamente degno di rilievo è il modo in cui il regista riesce a dare l’idea del processo creativo in pittura rappresentando le difficoltà e la ricerca interiore che preludono al concepimento dell’opera d’arte; sicuramente lo Scorsese di “LEZIONI DI VERO ” ne sarà stato ispirato (sul tema, da leggere “Il capolavoro sconosciuto” di Balzac). A livello cinematografico non si può non ricordare come predecessore di questo film il piccolo cult "Bucket of Blood" del maestro Roger Corman.
I quadri che compaiono nel film sono del pittore Douglas Anthony Metro all’epoca buon amico e inevitabile compagno di sbronze di Abel Ferrara.

giovedì 19 giugno 2008

AMERICANI a Bologna: Dan Peterson, Jeff Dowd e Ted Hemmann



Nel periodo 1973-78 Dan Peterson allena la Virtus Bologna in serie A1, vincendo nel 1974 la Coppa Italia e nel 1976 lo scudetto. Collezionò altri piazzamenti d'onore come il 2° posto nei playoffs nel 1977 e nel 1978 e un 2° posto nella Coppa delle Coppe nel 1978. In seguito, nel 1978, firmò con l'Olimpia Milano, dove in nove anni vinse 4 scudetti (1982-85-86-87), due Coppe Italia (1986 e 87), una CoppaKorac (1985) e una Coppa dei Campioni, mentre l'ultimo anno, 1986/87, fu l'anno del 'Grande Slam'. E' anche celebre per le numorose pubblicità in slang italo- americano, che lo resero celebre anche ai non esperti di Pallacanestro!
Jeff Dowd (born November 20, 1949) è un film producer, nonchè attivista politico e membro dei "Seattle Seven," fu incarcerato per una violenta protesta contro la Guerra in Vietnam. Più tardi si trasferì a Los Angeles per diventare un film producer indipendente. Lì conobbe i fratelli Coen all'epoca del loro Blood Simple". I Coen costruirono il loro personaggio più famoso- Lebowsky- intorno a Jeff Dowd.
Ted Hemmann è nato ad Hartford, Connecticut/USA il 13/02/61. Dal 1976/79 ha frequentato la High School ad Haddam- Killingworth- Connecticut. Dal 1979/82 è stato alla Boston University
dove ha conseguito la Laurea Livello B in Ingegneria Elettronica e Meccanica con Dissertazione sulle "Problematiche relative alla Elettronica applicata ai sistemi di navigazione. Dal 1982 fino al 1984 ha svolto il Servizio militare nella Guardia Costiera con mansioni di controllo delle apparecchiature elettroniche relative a trasmissioni, ricezioni, radar, etc. (America, Caraibi, Europa,Italia). E' arrivato a Bologna nel 1984. E' stato International Marketing Manager per la "Business Solution -Spa". Venditore e trasfertista all'estero per la "
Zanetti A&C S.r.l". Capo Assist. Tenica e Post vendita per "Tecnologie Bioambientali S.P.A." E' stato anche fitopatologo. Consulente in ambiente Emulazione terminale per la "Norand Italia s.p.a". E' stato responsabile a livello Europeo di: Yamano Cosmetics, Smith e Vandiver. Consulente internazionale di Business Ethics. Per la "Sharp Eye" è stato distributore di Pop Corns, macchine per Pop Corns, prodotti
messicani. E' stato anche presidente di una squadra di calcio femminile.
Poi Consulente di Commercio Internazionale e E-Commerce, E- Business applications, Internet applications consultancy per settori alimentari e subito dopo trasfertista all'estero per Monduzzi Editore.
Nel 2000 ha Insegnato Technical english presso la Scuola alberghiera di Cervia. Sempre per il Grand'Hotel di Cervia è stato sistemista di reti informatiche. Un anno dopo tecnico del vetro, località Cervia. A Mirabilandia è stato contemporaneamente Sistemista di Reti informatiche ed elettricista. Dal 2003 fà l'Autotrasportatore. Abbiamo realizzato su questo personaggio un film-documentario che è stato presentato al Biografilm nel 2005 e al Film Festival di Venezia nel 2007.

THE HUMAN FILM TRAILER (long version)

martedì 17 giugno 2008

Jeff Dowd Lebowsky a Bologna

"A volte si incontra un uomo, non dirò un eroe, che cos'è un eroe, ma a volte si incontra un uomo, e sto parlando di Drugo, a volte si incontra un uomo che è l'uomo giusto nel posto giusto, là dove deve essere, e quello è Drugo...a Los Angeles, e anche se quell'uomo è un pigro e Drugo lo era di sicuro, forse il più pigro di tutta la contea di Los Angeles, e il che lo mette in competizione per il titolo mondiale dei pigri. A volte si incontra un uomo, a volte si incontra un uomo. Ah, ho perso il filo del discorso. Ah, al diavolo. E' più che sufficiente come presentazione".


Noi atypici avremmo voluto vedere un altro film: l'incontro tra le 2 superstar americane Ted Hemmann e Jeff Dowd Lebowsky. La superstar locale che certifica la grandezza della superstar americana. Come Joyce con Italo Svevo o Tarantino coi B-Movie. Chi ha allora preso il posto del grande Ted? Naturalmente il suo fedele scudiero "Cicci Mo Tao", detto Zefram, detto Capitan Kirk, grande e ormai impareggiabile icona della bolognesità. E' bastata un'occhiata tra Cicci Mo Tao e Jeff. "Questione di feeling", di chimica, corrispondenza di amorosi sensi. Cicci Mo Tao è stato il Cicerone, il traghettatore verso la bolognesità ormai al cpolinea. Indimenticabili i momenti di trash talking tra i 2. A seguirli un centinaio di fan riuniti davanti alla Videoteca "L'Occhio Privato", che ha ottimamente organizzato l'evento, offrendo anche birra, salumi e formaggi. C'era anche la blogger bolognese "Maude Lebowsky", disponibilissima a dialogare con noi- da cazzona quale dice di essere- e due ragazzi, che aspettavano la star coi bicchieri pieni di "White Russian". C'era il padre di Jeff, arzillo 90 enne, che parla ancora un buon italiano e che insegnava "Storia dei Sistemi economici" all'Università di Modena. Ma c'erano soprattutto i "Vecchi Amici", i cazzoni di sempre, che non potevano perdersi un Evento di questa portata: Bufalo, Marmuz, Lando, i Rude Pravo, ecc.

PS: indimenticabile la scena finale con Cicci Mo Tao che regala la rosa a Jeff!

lunedì 16 giugno 2008

COMING SOON: Jeff Dowd- il vero Lebowsky- a Bologna


Stasera in Anteprima il video con Jeff Dowd e i suoi Fans bolognesi!

sabato 14 giugno 2008

Biografilm 2008- Street Thief


Venerdì 13 giugno ore 10. Arrivo al Lumiere per la 4'edizione del Biografilm Festival- International Celebration of Lives-, mi guardo un po' in giro, saluto Andrea Romeo- direttore e ideatore- e Alan Porta- il suo braccio destro-, vado alla cassa, mi prendo il programma. Non sono in tempo per "Shake the devil off" -iniziava alle 21,30-, rimangono "Street Thief" e "Confessions of a dangerous man" di George Clooney. Scelgo il primo e faccio bene. "2 registi decidono di documentare il lavoro di Kaspar Carr, ladro specializzato di furto con scasso. Le azioni vengono preparate da Carr con incredibili artifici durante il giorno e poi messe in atto con maestria la notte, sotto gli sguardi increduli e complici dei 2 documentaristi. Ma quelli del mestiere non sono gli unici trucchi messi in opera dal protagonista".
Esco eccitato dalla sala. Grande film; anche Erica e Tommaso- amici, ma anche divoratori di celluloide- sono d'accordo, ma rimane un dubbio. Sarà tutto vero? Come hanno fatto gli autori ad avere tutte le liberatorie- non c'è un volto oscurato-?. E qual è la spinta che induce uno scassinatore a farsi filmare fino alle sue azioni più rischiose? Le riprese e il montaggio sembrano fatte apposta per ingannarti, ma allo stesso tempo Kaspar Carr- il ladro- è assolutamente credibile. Non ce la faccio. All'uscita c'è Alan Porta. Devo chiederglielo, è più forte di me: "Alan, è un mockumentary?"
Alan: "Te lo devo proprio dire?" Gli rispondo: "Sì, sono troppo curioso!".
Alan: "Kaspar Carr è il regista"
Incredibile. Qui si toccano proprio i vertici massimi del Mockumentary, Street Thief è il film che più mi ricorda lo straordinario e irraggiungibile "F for Fake" di Orson Welles, ma anche il nostro "The Human Film", di cui il bravissimo critico Gabriele Veggetti così ha scritto in relazione al mockumentary: "La finzione cinematografica, il paradosso della realtà
filmica, è tutto giocato su un tacito patto con colui che
guarda. Posso ingannarti (purchè ti abbia opportunamente
informato) con una costruzione narrativa plausibile,
oppure presentarti la realtà così come la macchina da
presa può cogliere direttamente dagli eventi, senza che
questi vengano in qualche modo modificati da chi li
riprende, con la logica e gli stilemi riconoscibili del
documentario.
E’ su questo discrimine incerto che si operano tutte le
falsificazioni possibili, tutte le contraffazioni dei falsi
documentari che nascondono elaborate “messe in scena”;
pur tuttavia il pubblico viene informato su ciò che sta
guardando, fiction o documentario, vero o falso che sia".

Street Thief's trailer